martedì 23 dicembre 2008
Tra cielo e terra
Dopo un tempo infinito finalmete alzò lo sguardo davanti a se, non interrompendo però la marcia e ci mise del tempo prima che la testa smettesse di girare, tanto era stato col capo chino.
Proprio al limite del suo campo visivo notò una figura familiare in lontananza, era troppo distante per poter esserne sicuro, ma sentiva che fosse proprio chi pensava. Si fermò per un attimo, stette immobile senza distogliere lo sguardo e prese fiato.
Via! Cominciò a correre, velocissimo, con tutte le sue forze; i piedi prima pesanti sfioravano ora senza più affondare la sabbia-biscotto, i tagli sulla camicia erano diventate prese d'aria degne di una fuoriserie, il sudore che scendeva copioso sul corpo era olio per le giunture dei suoi arti. Le persone attorno continuavano a non accorgersi di lui, solo i quattro o cinque gabbiani di prima lo osservavano con stupore.
Correre, correre, correre; nulla di più bello pensava il ragazzo senza distogliere gli occhi dall'obiettivo. L'aria era diventata fresca perchè era ormai bagnato fradicio e il mare sembrava non accorgersi di quello che stava succedendo attorno a lui, inspirava ed espirava, tutto qua.
Il maratoneta continuava a gareggiare ma si accorse ben presto di non guadagnare terreno, anzi; la figura familiare continuava ad allontanarsi nonostante stesse apparentemente camminando. Accelerò allora fino a sentirsi quasi scoppiare, ma la visione non si avvicinava e dopo qualche secondo sparì dalla vista.
Si bloccò, esausto; strappò quello che era rimasto della camicia per respirare meglio prima di cadere sulla schiena.
A braccia larghe il ragazzo ammirava adesso il cielo azzurro, macchiato quà e la da qualche minuscolo batuffolo bianco, anche lui indifferente alla scena a cui aveva appena assistito; i quattro o cinque gabbiani di prima invece lo guardarono ancora una volta, per poco, dall'alto, prima di volare via
sabato 20 dicembre 2008
Spartito
A volte va bene così... Senza parole
giovedì 11 dicembre 2008
Memento
martedì 2 dicembre 2008
L'attesa
Decise di non aprire quella curiosa finestrella, buona per un cartone animato pensò, ma si limitò a guardare fuori, l'acqua in basso sembrava più vicina di ieri. Avvicinandosi allo scrittoio della cabina prese la sigarettina di tabacco della sera prima, non terminata perché sazio e stette un minuto buono a fissarla prima di accenderla. Il fumo andava verso il soffitto, scivolava per tutta la parete e si conficcava nell'unico buco che dava verso l'infinito, come piaceva chiamarlo lui, provocato probabilmente dal becco di un gabbiano ubriaco pensò, chissenefrega terminò.
Aprì il pomellino che faceva sgorgare l'acqua dal lavabo "Acqua gelata cazzo, non mi abituo mai".
Si sciacquò in maniera quasi sacra, come un musulmano prima di entrare nella moschea a pregare; il liquido scivolò tra le rughe della pelle, attraverso gli anfratti del viso, bagnando i confini dei capelli.
Ancora prima di essersi asciugato del tutto era già sul ponte della nave.
Inspirò profondamente ad occhi chiusi, era una bella giornata, l'infinito si vedeva proprio bene oggi. Diede un'occhiata prima a destra, nessuno, poi a sinistra, idem; avvertì subito una presenza alle spalle però e senza voltarsi, con la voce ancora impastata, incominciò "Buon giorno capitano".
"Buon pomeriggio semmai" la voce era proprio quella del capitano, una voce timida, minuta, da ragazzino, per nulla adatta all'importante ruolo all'interno dell'equipaggio, men che meno alla sua statura da colosso. Con gli avambracci poggiati alla ringhiera arrugginita il ragazzo sospeso esitò un attimo, poi finalmente si voltò, alzò la testa di qualche centimetro per guardarlo negli occhi e sorrise.
"Cosa stai guardando ragazzo? Sono mesi che sei qui e a parte il tempo la visuale non è certo cambiata!" disse il capitano con un tono serio ma quasi paterno.
"Osservo l'infinito capitano, oggi si vede bene, non è mai uguale, almeno a me non sembra. Alcune volte fa paura, altre volte è bellissimo, altre ancora sembra finire e altre..."
"Si si, ho capito!" lo interruppe il capitano "Sei strano, ragazzo! Di solito non parli mai, quando finalmente apri bocca è per dire una cazzata e far ridere i marinai. Oggi però sembri diverso, hai gli occhi stanchi, un po' tristi. Dubito però che sia cambiato qualcosa, qui è sempre tutto uguale! Il mare è quello che vedremo per sempre, nient'altro, questa nave viaggia sull'infinito"
Il ragazzo sospeso non rispose, continuava a guardare il capitano negli occhi e sentiva solo il rumore del mare
"Capisco" dopo una lunga pausa concluse il capitano "E' meglio che vada a terminare il mio giro di controllo, ti lascio alle tue riflessioni" Il ragazzo sospeso non distolse però lo sguardo dal suo interlocutore, continuò a fissarlo negli occhi "Me ne voglio andare capitano, qui sto bene ma ora sento il bisogno di scendere. Oggi l'infinito non è così tanto grande, ce la posso fare, sono ancora in tempo" stava sorridendo mentre due lacrime perfettamente simmetriche gli rigavano gli occhi "Lo vede capitano! Ora si vede la fine!" la mano del ragazzo stringeva adesso forte il braccio del capitano "Grazie per avermi tenuto con voi, per avermi aiutato ad aspettare!"
Il capitano capì che gli occhi del ragazzo erano si molto stanchi, ma non tristi. Fece appena in tempo a far sorridere gli occhi ma non riuscì a parlare, il ragazzo aveva già indossato un giubbetto di salvataggio.
"Aspetta!!" gridò con tutta la forza "Dove vai? Ti ammazzerai ragazzo siamo in mare aperto!"
Il ragazzo sospeso non riuscì a sentire perché era già in volo, con le braccia aperte e un sorriso da ebete stampato in faccia; dovette riprendere fiato prima di toccare il mare con le scarpe, il volo verso l'infinito. Disperato, il capitano osservò il giubbetto giallo con dentro il ragazzo allontanarsi; quando allargò la visuale del suo sguardo verso l'infinito sussultò "Non ci posso credere... TERRA!!!"
domenica 23 novembre 2008
venerdì 21 novembre 2008
Eternal sunshine of the spotless mind
venerdì 14 novembre 2008
Il cavalier senza macchia e senza armatura
Con una pacca sulla nuca di Girolamo, così si chiamava l'animale, il cavaliere gli ordinò di fermarsi; tentò nuovamente di scrutare l'orizzonte, ma non ci riuscì. Borbottando qualcosa sulla madre di chi gli aveva venduto l'elmo, si sfilò quest'ultimo con entrambe le mani; aria, finalmente aria che scorreva attorno alle tempie, dentro le orecchie e sopra quei capelli sudati e schiacciati, diventati molto simili a quelli di Dario Argento. Rimase con gli occhi chiusi per secondi, ascoltando il silenzio e sentendo il sangue che fluiva ora uniformemente attraverso le vene del collo e i capillari del naso. Quando lì riaprì avvertì un leggero giramento di testa, provocato sicuramente dalle nuove sensazioni, ma anche dal fiato di Girolamo che gli stava accanto, allo strano sapore di yogurt alle susine andato a male da un pezzo.
Dopo aver dato una mentina grande quanto un galbanino a Girolamo, Gestubaldo si allontanò appena, arrampicandosi su una duna ripida e impervia; mentre si meravigliava di quest'ultimo aggettivo usato dall'autore, ebbe per la prima volta la possibilità di osservare da vicinissimo quella sabbia: "Come tutte le altre" sentenziò in un primo momento, "Pare forfora" in un secondo, "Anzi no sembra cocozza" giudicò alla fine. Arrivato in cima alla bianca collina aveva ora il panorama completo di ogni cosa, la strada fatta fino a lì e quella ancora da percorrere, benché non ne vedesse ancora la fine; l'unico suo errore fu quello di trascurare quella che stava facendo...
Tornò indietro e si avvicinò a Girolamo, intento a finir di succhiare la mentina, e provò piacere nel constatare di avergli insegnato bene come consumare una caramella. "Camminiamo insieme, non ti salirò sopra, per oggi basta" disse ad alta voce; Girolamo non disse niente, era arrivato ad assaporare il cuore alla liquirizia della mentina. Prima di rimettersi in viaggio il nostro decise di liberarsi dell'ultimo peso; scaraventò con forza l'armatura invisibile a terra, credendola inutile almeno fino all'arrivo, "Tanto da che cosa dovrei proteggermi ?"
Le ore passavano, il sole non scendeva. Nella quiete totale, improvvisamente ebbe un sussulto, forte, improvviso, violento e terribilmente piacevole. Il cuore pulsò freneticamente, la mano gli tremò e Girolamo si spaventò tanto da cadergli addosso.
Il cavalier Gestubalto giaceva ora in terra a pancia in su, con il corpo di Girolamo che gli bloccava le gambe ed un gran sorriso in faccia; "Fulminato e folgorato come San Paolo sulla via di Damasco" pensò. I capelli mischiati alla sabbia bianca erano ora asciutti e le mani non tremavano più; "l'armatura Zen, non ho più l'armatura Zen" continuava a ripetere. Sfilò lentamente le gambe da sotto il peso di Girolamo, anche lui tornato calmo e felicissimo per la pausa forzata; "Non ho più l'armatura Zen" ripeteva quasi a memoria il cavalier.
Si alzò e con lui Girolamo; dopo un breve riepilogo di quello che gli era appena capitato, decise di seguir quella visione. "Certo" rimuginò, "Più che illuminazione potrebbe essere un abbaglio, ma se non vado fino in fondo me ne pento, fra un giorno, due o forse cento".
Mentre riprendeva il cammino, verso ora tutt'altra direzione, pensò che l'armatura invisibile Zen a poco sarebbe servita, sopratutto in quest'occasione...
venerdì 7 novembre 2008
Demoni e dea
Il corpo steso sul letto, prima rilassato, si irrigidì immediatamente; istintivamente cominciò a curvarsi per lenire lo spasmo ma non ebbe l'effetto sperato. Quando ormai la schiena era piegata in fuori quasi ad angolo retto e gli occhi che riuscivano a vedere solo il cuscino piangevano sangue e lacrime capì che tutto sarebbe finito presto. Gli venne in mente in pochi secondi suo padre che lo aspettava all'uscita della scuola, la madre che gli insegnava come preparare un buon piatto di spaghetti, il suo miglior amico che lo abbracciava dopo la morte del nonno e lei, distesa nel letto dopo aver fatto l'amore, ancora tiepida, che si portava i capelli dietro le orecchie perché aveva caldo. Tentò di cancellare questo ricordo perché sapeva che sarebbe stato l'ultimo prima di morire senza aver vissuto come avrebbe voluto, ma non ci riuscì e gli occhi si chiusero ermeticamente mentre il telefono squillava per qualcuno che non era più lì.
venerdì 31 ottobre 2008
C'è un titolo a tutto ciò?
Lascio un video, live naturalmente, come colonna sonora di quest'ultimo giorno di Settobre...
giovedì 23 ottobre 2008
Mi manca il flusso canalizzatore
Sembrano passati miliardi e miliardi di tramonti a veder quegli anni vero?
Se guardo fuori dalla finestra quello che è oggi e quello che siamo ora, adesso, mi sembra di vedere Doc, Marty e il cane Einstein che dal finestrino della Delorian fanno sorridenti il gesto dell'ombrello...
giovedì 16 ottobre 2008
Un coniglio chiamato desiderio
Il coniglino Genoveffo, non molto attraente e sportivo ma con una mazza tanta, lo troviamo a pettinarsi (sopra e sotto) davanti all'enorme specchio della sua camera, un po' nervoso per l'appuntamento ma felice di riuscire a fare due cose contemporaneamente: pettinarsi dicevo e giocare a mini-golf senza usare le mani.
A qualche centinaia di metri in linea d'aria troviamo un'altra camera da letto, tappezzata di poster di Jon Bon Jon Von Son Ton Ron Bovi: all'interno di essa scopriamo la coniglina Bertoldina, intenta in un breve ma deciso auto-petting con la mano roteante di Action Man missione Australia (l'uso del meccanismo elettronico permetteva al nostro eroe di lanciare un boomerang di plastica).
Dopo la presentazione dei nostri, ancora ignari della schiacciata che si sarebbero fatti a fine serata, inizierò a raccontare come andarono le cose quando per la prima volta si conobbero sessualmente, ma più che sessualmente direi carnalmente, ma più che carnalmente direi bagnatamente, ma più che bagnatamente direi sculacciatamente, ma più che sculacciatamente... (Scusate, anche il narratore si fa prendere dalla mano, anzi dalla mano suona ambiguo, diciamo dalla bocca, mmmmhhh forse questo è ancora più ambiguo).
Genoveffo arrivò con la macchina alle 21 precise davanti casa di Bertoldina; un colpo di clacson annunciò il suo arrivo, un altro colpo subito dopo, molto più sordo, proveniente dal culo del coniglino, tradì la sicurezza fin'ora ostentata. Mentre Genoveffo era ancora occupato ad arieggiare la macchina da quel peto record di ben 10 secondi netti (per netti si intende il tempo che intercorre dall'emissione del suono alla completa chiusura delle pareti interne anali), apparve in tutto il suo candore, perfettamente mascherato da un'abito e un andatura da escort, la coniglina Bertoldina. La meraviglia e l'eccitazione sul volto di Genoveffo fece distrarre la coniglina dall'accorgersi che per eliminare l'odore non ancora sopito, il gagliardo giovine aveva acceso due sigarette e quattro incensi alla banana posizionati in ordine sparso nell'abitacolo.
"Che buon odore di sigaretta alla banana!" esclamò lei muovendo lentamente le labbra; Genoveffo baciò la sua mano pensando ma non dicendo "Anciantè", raccontò della sua passione per gli incensi alla frutta, mise in moto la macchina e maneggiò il cambio così sensualmente che la coniglina pensò per un attimo fosse gay.
Il cinema fu un occasione ghiotta per scambiarsi sguardi nel buio più completo, sussurri all'orecchio tipo "Vado al bagno, mi dici dopo che è successo?" ma soprattuto domande sul perché erano andati a vedere "Fermati o mamma spara", capolavoro restaurato e rimasterizzato in dolby digital con Sylvester Stallone. L'aria si era fatta più fresca e Genoveffo colse l'occasione per coprire cavallerescamente con il suo giubbotto le nude spalle di Bertoldina, che ringraziando scoprì nella tasca interna del capo rimasta aperta 3 preservativi, una boccetta omaggio di vaselina reclamizzata e donatagli da una simpatica vecchina all'ingresso di un supermercato, guarda caso attaccato ad un sexy shop, e un bignami all'apparenza autentico con le 100 frasi più efficaci per l'acchiappanza. Subito dopo l'audace scoperta Bertoldina non si scompose, anzi, infilò la lingua con forza nella bocca di Genoveffo, intento a pronunciare discolpandosi la classica scusa "Non sono venuto con il giubbotto, prima avevo la mantellina". Non fece in tempo a pronunciare per intero la frase però perché ormai stava succhiando quel corpo caldo e bagnato; ebbe subito la sensazione di succhiare una Fruit Joy, per via dei granelli sul palato che rimanevano una volta ingoiata, ma si accorse che Bertoldina aveva semplicemente le papille gustative leggerissimamente infiammate. Da quel momento in poi il turbine della passione li avvolse completamente: lingue che ballano samba e fanno fuori-dentro-dentro-fuori alla velocità della luce, mani che si infilano ovunque, i portachiavi di entrambi raffiguranti Action Man con il pollice alzato alla Fonzie, in realtà in "missione autostop", che si strusciavano avendo come ostacolo solamente il tessuto dei pantaloni. "Vieni da me" disse Genoveffo con una voce e una cadenza simile a quella di uno che si era scolato 23 gin tonic e stava per ordinare un campari per riprendersi. "Va bene" disse lei con il rossetto color cannella che gli copriva ormai completamente la faccia tanto che il coniglino pensò per un secondo di aver fatto la proposta al suo simpatico vicino di casa del Bangladesh.
Seguì quello che voi tutti cari amici ma soprattuto care amiche aspettavano da molto e che io, senza dilungarmi troppo ma scendendo volutamente in particolari, racconterò minuziosamente non solo perché spiavo il tutto col telescopio dalla mia camera, ma anche perché c'ho il video a casa e me lo sono rivisto più volte.
Appena si tolsero le mutande, capirono che c'era da divertirsi. Genoveffo estrasse dal fodero la sua verga di ghiaccio bollente agitandola per aria come uno sbandieratore agita la propria bandiera durante la fiera medievale della città, provocando una leggera brezza e il conseguente muoversi dei capelli di Bertoldina come se fosse seduta dietro la moto di Valentino Rossi durante una gara valida per il titolo di campione del mondo. Bertoldina dal canto suo esibì una vulva pettinata come andava di moda negli anni '80, un incrocio tra Renato Zero ai tempi d'oro e Ace Ventura. Il su e giù iniziò subito di gran lena, con Bertoldina che gemeva gridando "Ancora!!!", Gesualdo rispondeva con un "Ancora!!!" mentre lo stereo cantava "...Perché io da quella sera non ho fatto più l'amore senza teeeeeee!!" Quando il coniglino venne fu un concerto di mugugni simili a quelli emessi da un qualunque umano affetto da stitichezza seduto sul water, la coniglina lo seguì qualche minuto dopo, una mezz'oretta per la precisione, quando lui si stava già rivestendo. "Ti è piaciuto?" voltandosi con fare maschio disse Genoveffo, "Mortacci nostri se non m'è piaciuto cazzo" esclamò lei con una classe degna di una principessa. Quando Il coniglino salutò la coniglina notò che il materasso ad acqua su cui avevano appena consumato l'amplesso era diventato un materasso ad acqua completamente bagnato d'acqua, ma non quella solitamente usata per riempire i materassi ad acqua; rimase particolarmente soddisfatto della visione, tant'è che camminado con il viso girato all'indietro prese con la tempia in pieno lo stipite della porta. Non disse nulla però, in cuor suo sapeva che Action Man in quell'occasione non avrebbe fatto una piega.
E' chiaro che ogni riferimento a fatti, cose, persone e incensi al sapore di banana è puramente casuale, ed è ancor più sibillino che non si è trattata di una lezione di educazione sessuale, presa solo come pretesto dall'autore per scrivere una porcata: "Perché m'andava" il commento fatto.
lunedì 13 ottobre 2008
Stasera no
Stasera cercavo un video e più in particolare un volto ad associare alla canzone "cry baby" , sentita un paio di giorni fa di sottofondo ad una serata con amici ma in realtà presente in film, pubblicità ecc. ecc.
Mi sono reso conto dell'ignoranza (e non è la prima volta) che ho di fronte a mostri sacri della musica, sopratutto passata (ora come ora di quelli in vita me ne vengono in mente un paio). Conoscevo alcune canzoni di Janis Joplin ma non sapevo cantasse proprio lei questa canzone, bellissima e splendidamente interpretata. La cosa che mi è piaciuta più di tutte però è il testo, tradotto da qualche gentile personaggio e messo su internet.
Vorrei dirvi quello che ho provato con quest'ultima scoperta prima di andare a dormire, ma questa volta anche no.
sabato 4 ottobre 2008
Brillantina
Seguiva quel programma con molta attenzione da circa una settimana stando ben dritto sulla poltrona ad ascoltare i dibattiti interessantissimi che via via prendevano forma in quello studio formato da tronisti con sopracciglia rifatte, corteggiatrici, urla senza senso, pantaloni di pelle, fondotinta sparato a caso su visi ammiccanti. Constatò subito che il programma era piuttosto rivoluzionario soprattutto nell'uso dell'applauso: "Sei una falsa perché nell'ultima esterna hai toccato il culo a James senza chiedergli il permesso!!" - applauso - "Ti ho visto in discoteca l'altra sera ballare con Joseph e con Charlie mentre facevi l'occhiolino a Gustav quindi non dire che stai studiando per prendere i voti!! - applauso - "Sasha è una ragazza magnifica, profonda, profondamente seria e che tiene alta l'immagine della donna moderna, riesce a togliermi i pantaloni senza slacciare la cinta e abbassare la bottega con una mano sola mentre con l'altra gioca a puzzle bubble" - applauso - "Mi si è smagliata una calza abbassandomi per far vedere che non porto le mutandine, vado a togliermele direttamente in camerino, Frederick mi accompagni? - standing ovation.
Il Gest cominciò subito a fare una lista delle cose che occorrevano per presentarsi al meglio per il provino: "I pantaloni aderenti non ce l'ho, devo chiederli alla produzione, però ho questa cinta viola con su scritto MONEY in brillantini, sobria, dovrebbe andare. La camicia fucsia ce l'ho, ora basta togliere i primi 5 bottoni in alto e rasarmi i 5 peli nel petto che ho, vanno di moda i glabri. La seduta al solarium l'ho prenotata, con il programma MASSIMA POTENZA (come diventare Lionel Richie in soli 45 minuti imparando anche ALL NIGHT LONG). Il fisico direi che non mi manca: addominali scolpiti, bicipiti possenti, pettorali maestosi e duri come una quercia; ho fatto proprio bene a rubare 'sto manichino alla Rinascente. Per quanto riguarda la parlantina e il grado di cultura per affrontare le domande di Maria, basta dimenticarmi tutti gli anni di scuola e studiarmi bene le movenze di Dustin Hoffman in Rain Man".
L'indomani tutto era pronto e partì per il provino di buon mattino per recarsi a Cinecittà in metro. Alla fermata, mentre ripassava i passi di Giastin Timberleik, sentì con la coda dell'orecchio (il suo ha la coda qualcosa in contrario?) due ragazzine sui dodici anni che parlavano. "Hai visto Uomini e donne ieri? Mattew ha scelto Jessica perché ha le tette più grandi di Clarissa, faranno subito il viaggio di fidanzamento a Milano Marittima" "Che bello! Magari vivessi una storia d'amore così intensa anche io! E pensa che Mattew è lontano parente del nostro presidente Silvio, lui si che sarebbe un bel tronista!!"
A queste parole il Gest non disse nulla, ma pentito e affranto ebbe una crisi; il macchinista della metropolitana non fece in tempo a frenare il treno, mentre quella figura ingellata e con la camicia fucsia si gettava oltre la linea gialla.
mercoledì 1 ottobre 2008
lunedì 29 settembre 2008
Eppur si muove
Arrivò al luogo dell'appuntamento, sotto l'albero che pendeva da un lato, nell'angolo della piazzetta riservato a quelli che stanno aspettando qualcuno o qualcosa. Aspettò per un po' immaginandosi scene da film, come una macchina in corsa che sgomma davanti a lui, il finestrino che si apre e Bruce Willis che consegnandogli una busta gli ordina: "Custodiscila, il destino del mondo è nelle tue mani". Urlando dentro di se un "ganzo!!" ritornò alla realtà; ancora nessuno in vista e il tempo continuava a passare mentre decise di accendersi una paglia. L'aria era ferma e il fumo sputato dalla sua bocca rimaneva proprio davanti a lui, denso ed immobile, come se fosse pronto a rientrare nel corpo da un momento all'altro. Ancora nessuno. Pensò allora e finalmente alla possibilità che qualcuno gli avesse fatto uno scherzo; spense la paglia e si girò per andarsene quando sentì di nuovo quell'odore che sapeva di vittoria. Durò un attimo, giusto il tempo di tardare la sua voglia di andarsene e di farlo accorgere che incastrato su un piccolo foro della corteccia dell'albero che pendeva da un lato c'era un foglietto: "NON MOLLARE" c'era scritto.
domenica 21 settembre 2008
Il panorama dalla finestra della scuola è molto più interessante
Che lei a ragione prof. Il mio unico errore è che mi limito a vivere...
martedì 9 settembre 2008
Mi stupisco
Camminavo per le strade di Genova, così simile ma allo stesso tempo molto più bella di Barcellona (lo so, a qualcuno potrà sembrare una bestemmia, allora fatevi un giro a Genova...) e per la prima volta mi sono sentito del luogo, come se ci fossi stato decine di anni prima; ancora prima di quando ho sentito per la prima volta una canzone di De Andrè, ancora prima del giro a dieci anni nell'acquario, ancora prima del mio soprannome dato dalle origini di una parte della mia famiglia. Mio nonno nacque li, faceva il marinaio, poi si innamorò in uno dei suoi viaggi di una donna di Ancona, si allontanò da lei durante la guerra con la promessa di ritornare. Gli anconetani vicino alla donna tentavano di persuaderla, dicevano lei che non sarebbe più tornato; finché mentre era in casa, una sera, sentì un fischio in strada, si affacciò e lui era lì. Mi sono stupito.
Domani 10 settembre a Ginevra alcuni scienziati grazie ad un acceleratore di particelle creeranno un paio di buchi neri, per scoprire l'origine dell'universo; e poi come li chiudono 'sti buchi? Mi sono stupito.
Come è strana la storia; migliaia di persone in Italia sono morte per combattere contro un regime, contro un'idea malvagia, contro quello che viene chiamato "male assoluto", e dopo appena sessant'anni un ministro della Repubblica in una cerimonia antifascista, ha ricordato le morti di quelli che "dal loro punto di vista" facevano del bene per il nostro paese. Mi sono stupito (ma neanche troppo).
Provo ancora un'emozione fortissima quando rivedo amici lontani e vicini, quando il vento forte fa intrecciare le nuvole come pensieri, quando guardo una foto che mi fa ricordare il momento in cui è stata fatta, quando sono solo, quando sono in compagnia, quando ascolto una canzone per strada e il mondo attorno si muove in silenzio, quando guardo e mi perdo negli occhi di una donna. Mi stupisco...
"...e mi sovvien l'eterno,
e le morti stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
infinità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare"
lunedì 1 settembre 2008
Sono anche un po' canzoniere
Don't you know you might find
A better place to play
You said that you'd once never been
All the things that you've seen
Will slowly fade away
So I'll start the revolution from my bed
Cos you said the brains I had went to my head
Step outside the summertime's in bloom
Stand up beside the fireplace
Take that look from off your face
You ain't ever gonna burn my heart out
So Sally can wait, she knows its too late as we're walking on by
Her soul slides away, but don't look back in anger I hear you say
Take me to the place where you go
Where nobody knows if it's night or day
Please don't put your life in the hands
Of a Rock n Roll band
Who'll throw it all away
So I'll start the revolution from my bed
Cos you said the brains I had went to my head
Step outside the summertime's in bloom
Stand up beside the fireplace
Take that look from off your face
You ain't ever gonna burn my heart out
So Sally can wait, she knows its too late as we're walking on by
Her soul slides away, but don't look back in anger I hear you say
Don't look back in anger
Don't look back in anger
Don't look back in anger
At least not today
Oasis "Don't look back in anger"
giovedì 7 agosto 2008
Se sta 'na crema..
sabato 2 agosto 2008
R.E.M.
venerdì 1 agosto 2008
Ho lasciato il coniglio nell'altro cilindro
Poi ormai dovreste saperlo, se mi faccio desiderare è per l'attesa prima dello spettacolo, il sipario si apre, qualche colpo di tosse dalla platea nel buio più totale della sala e si comincia; mi è sempre piaciuta l'entrata ad effetto...
giovedì 17 luglio 2008
Check-up 2
Perché il brodo senza giuggiole, non è proprio un gran brodo...
Scusi, cioè?
Vogliamo le nozze senza i fichi secchi per caso?
Non capisco...
Vuoi la zuppa e pure il pan bagnato?
Forse è meglio che...
Mi creda, il pane dopo la pasta senza fare la scarpetta com'è?
Ah ecco...
venerdì 11 luglio 2008
Check-up
mercoledì 9 luglio 2008
Lettera
Una puttana oggi non serve.
Il cielo fuori, anche quello, non serve.
Guardo le mie mani aperte, vuote e sole come non sono mai state che accarezzano l'aria ferma attorno a me. Non guardo l'orologio, non voglio sapere quando accadrà; quello che voglio fare non ha tempo, non è tempo.
Non è tempo di rimpiangere ma solo di ricordare, non è temo di esitare, non adesso, ma di agire.
Stringo con gli occhi lacrime di disperazione perché la tristezza la lascio in questa vita.
Scelgo quello che gli altri non vogliono e possono scegliere, oltrepassando la paura come fosse burro.
Prima però, volo fino a te, odoro la tua nuca ma tu non ti accorgi, perché non esisto più
Anonimo
mercoledì 11 giugno 2008
Il disertore
In piena facoltà, Ho avuto solo guai Vivrò di carità | |
Ivano Fossati
martedì 10 giugno 2008
La stagione
E il cappello? Per non far scappare le idee buone dalla testa.
Osservò il vecchio che si allontanava, con un occhio rideva e con l'altro piangeva
venerdì 6 giugno 2008
Oggi sono io
martedì 3 giugno 2008
Un po' come la foglia di Forrest Gump
Te ne stai lì, fermo ma in fondo un po' ti muovi, in te ma non in te, felice ma neanche troppo, triste quanto basta, sincero dentro ma bugiardo fuori e improvvisamente arriva "il giorno in cui", o il tempo in cui, il momento in cui, comunque, arriva. Non importa se ci ha messo così tanto, se arriva tardi, se mannaggia a chi te pare arriva prima, "il giorno in cui" improvvisamente sembra nuovo, magari non cambia poi tanto ma intanto è arrivato. Oppure cambia, eccome; allora pensi che qualsiasi cosa tu abbia fatto prima, giusta o sbagliata che sia, è stata ugualmente necessaria per arrivare fino a lì. Avete presente la storia dei "se"? Se avessi, se fossi... Anche quando il se sembra matematico, scontato, ineccepibile, è sicuro che prendi una cantonata. L'imprevedibilità è infinita come l'universo che ci circonda, nè più ne meno; è una questione per matematici nucleari o per semplici credenti in un disegno fatto dal più strambo, amato e impenetrabile artista. Mentre ci pensi, o anche se non lo fai, l'importante è prestare attenzione; arriverà il giorno in cui non ti resterà che il tempo breve per ricordare; se sei stato attento significa che hai assaporato, se hai assaporato vuol dire che hai vissuto
giovedì 29 maggio 2008
Quando i funghi non sono solo quelli sotto ai piedi
La questione del nucleare a livello internazionale riguarda invece l'impegno da parte delle potenze mondiali di non far armare paesi considerati "pericolosi" per la pace perché estremisti e contro i valori del nostro sicuro e democratico Occidente. La Corea e l'Iran non hanno diritto di continuare la ricerca e la sperimentazione della bomba atomica. Giusto o non giusto, mi chiedo comunque il perché di questo morboso tentativo di veto. L'ex presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter ha dichiarato pochi giorni fa che lo stato di Israele, nato con il prezzo del sangue soprattutto da parte di quegli arabi che più di un secolo fa occupavano quel pezzo di terra, possiede più di 150 bombe atomiche; una cifra da poco insomma, un trenx si direbbe dalle mie parti. Ora chiudete gli occhi; a fronte di questo dato provate ad immaginare quante testate nucleari potrebbero possedere Stati Uniti, Russia, Francia, Inghilterra, Giappone, Cina, Germania. Escludo il nostro paese semplicemente perché potremmo possederne migliaia, anche grazie alle mitiche basi americane sul nostro suolo, ma anche no dato che siamo un popolo in bilico tra l'orrore e il folklore, citando una frase da "Il Caimano". Facendo un esempio a caso, un paese come L'America, che ha partecipato a tutte le guerre dall'inizio del '900 a oggi, l'ultima delle quali scoppiata sulla base di una menzogna, che ha finanziato e appoggiato i più sanguinosi colpi di stato della storia, il solo paese al mondo in grado di fare il cazzo che gli pare in barba a organizzazioni tipo Nato o ONU e unico paese ad aver usato la bomba atomica polverizzando in una settimana due città, quante testate atomiche potrebbe avere? La seconda domanda mi viene automatica: L'Iran è più pericoloso degli Stati Uniti d'America? Allora penso che tutte queste paranoie non hanno senso, se l'Iran o il il paese dell'Urbucudurcul vogliono costruire la bomba, che gli venga pure permesso, la situazione non cambierebbe comunque; se questo mondo ha fretta si scomparire, non sarà certo per mano di una minoranza di mangiadatteri esaltati. Bob Marley cantava: "Non abbiate paura dell'energia atomica, perché nessuno di loro può fermare il tempo"; personalmente non ho nulla da obbiettare...
domenica 25 maggio 2008
Faccio il fantasma
Mi sveglio, dicevo, e una quantità di immagini scorrono a ripetizione in quell'ottovolante che è la mia testa, col risultato di tirare la coperta ancora più su, finché anche le braccia che la tengono tesa sono completamente sommerse. Aspetta però! Affrontiamo i fatti, tanto ormai non c'ho più scuse..
Perfetto! Deciso! Prima di muovermi però direi che aspetto la sveglia, c'ho ancora un'ora eccheccacchio buttala via! Prima di sprofondare di nuovo nel luogo dove tutto è possibile, mi volto un istante, osservo con i miei occhi cisposi ma sorridenti il tuo volto di profilo e appoggio le mie labbra con il peso pari ad una piuma sulla tua spalla per non svegliarti, hai ancora qualche minuto anche tu...
venerdì 23 maggio 2008
Fratelli dove siete?
Salimmo parecchio, fino a vedere il cratere più grosso, ma decidemmo di fermarci, il mare da qui si vedeva e a noi bastava; trovammo un piccolo pezzo di luna, con alcune rocce lisce e rosse che ci circondavano; era il momento di fare una canna. Mi correggo, non "una" ma "la"; si perché attorno non c'era nessuno, un silenzio incredibile, noi sulla luna, il mare in lontananza e la sensazione, almeno da parte mia, di PACE, quella dello spirito, della ragione e del corpo. Non ricordo di cosa parlammo, però prima di ricominciare a scendere Andrea scrisse il suo nome su una di quelle rocce, create apposta per quello, forse. Naturalmente facemmo la stessa cosa tutti, ora quelle firme ce l'ho impresse in testa. Scendemmo da un lato della montagna diverso da quello dell'andata, c'era sabbia nera sotto i nostri piedi; Sté cominciò a correre giù di corsa per quella discesa infinita, arrivato in fondo prese la macchina fotografica e scattò una foto di noi che lo imitavamo, leggeri e veloci verso la via del ritorno. Correndo e facendo a schiaffi col vento, pensai che se non c'era un disegno poco ci mancava; vedevo i fratelli ridere e urlare con la luna alle spalle e il sole in faccia.
mercoledì 21 maggio 2008
Sogno o segno?
martedì 20 maggio 2008
mercoledì 14 maggio 2008
... A forza di essere vento
Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento [....]
porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome è il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare [...]
ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare
e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e fortuna
allo specchio di questa kampina (baracca da campo dei rom)
ai miei occhi limpidi come un addio
lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio
Fabrizio de André - Khorakhané
lunedì 12 maggio 2008
E' tutto oro quello che luccica
In piedi sul terrazzo avverto l'odore di un luogo nuovo e al tempo stesso molto familiare; mi gratto la testa che prude di stordimento e lo sguardo si fissa su un piccolo insetto che si ferma sulla ringhiera. Vibrano le sue ali per qualche secondo, forse per lui sono minuti penso, poi mi volto per prendere una sigaretta e quando rialzo lo sguardo non c'è più. L'attenzione maniacale per alcune cose si mescola alla disattenzione improvvisa per le stesse; la potenza è nulla senza controllo diceva quella pubblicità, mai slogan fu più azzeccato. Butto la sigaretta di sotto e quando guardo il tuo viso illuminato dal sole sono convinto che non sia affatto un caso.
sabato 10 maggio 2008
Straordinario! E' proprio quello che ci voleva! Un buon governo per un buon paese, fatti e non pugnette! E io che mi credevo chissà che sciagura si potesse abbattere sul nostro paese..
Programmi scandalosi alla televisione, modelli di società bassi e senza cultura, valori ridotti a "forza e onore" o al massimo "w la fica". Per fortuna tutto questo è scongiurato, l'Italia è salva e si sta alzando, per il momento è scritto in un cartellone elettorale ormai nel cassonetto, ma quel nano lì, ci ha mai deluso forse?
venerdì 9 maggio 2008
lunedì 5 maggio 2008
Squsate
Cerchero di rimediare con il controlo gramaticale... grazie dellaviso
domenica 4 maggio 2008
In quella serata così uguale alle altre all'apparenza, dopo molto tempo, stava guardando da un'altra parte.
"Non ho risolto il cubo, ancora... Sono rimasti un paio di quadratini gialli su quella faccia arancione, la faccia rossa l'ho completata, il verde è troppo mischiato con il blu, ma stò un pezzo avanti". Ripose il cubo sul tavolo e puntò il lungo naso dritto davanti a sè, perpendicolarmente ai suoi piedi da alieno; abbozzò un sorriso, si tolse il casco bianco e per un attimo si accorse che sensa visiera, riusciva a vedere meglio..
martedì 29 aprile 2008
L'incomincio...ovvero l'inizio della fine
In città non si parla d'altro... Tant'è che si è divisa anche la politica. "Non vedo l'ora ma la vedo" il commento di Walter, "Stò sotto a un treno" quello di Francesco, "poereklj sckmase sdpfoke" l'incoraggiamento che non ti aspetti da Umberto e "Quanto costi?" dal sempre simpatico Silvio.
Insomma, evento straordinerio e attesissimo, sopratutto per i numerosi ospiti che discuteranno, giudicheranno, spero anche criticheranno e si sfogheranno in questo blog; se poi non vi interessa, niente paura! Vi raggiungerò presto nei siti per soli adulti per una chiacchierata ancor più approfondita..
Intellettuali d'oggi
idioti di domani
ridatemi il cervello
che basta alle mie mani,
profeti molto acrobati
della rivoluzione
oggi farò da me
senza lezione.
"Il bombarolo" -Fabrizio de André-