una sabbia bianca, primitiva, aliena, interrotta solo dall'azzurro intenso del mare;
un panorama da non riuscire a respirare nonostante il vento forte che scompiglia i capelli, si vede la fine di tutto da quassù, alle spalle l'ultimo muro di roccia da scalare che ci separa da Dio;
un divano morbido, una stanza calda, accogliente, sembra la mia, un nano riccio mi passa accanto correndo, non riesco a vedere il suo viso mentre si allontana, solo le sue minuscole scarpe rosse;
un letto grande, accanto una finestra, si sente il rumore della pioggia fuori e le prime offuscate luci dell'alba penetrano dalla persiana mentre la mia vista si offusca...
Il controllore che mi chiede il biglietto interrompe di colpo il mio viaggio sul dormiveglia; sono ancora un po' spaesato e tento immediatamente di ricordare il sogno ma quei posti così lontani nel tempo e nello spazio una sola cosa hanno in comune. Tu, accanto, mia, sola, unica...