Prima della tempesta ci si aspetta sempre il silenzio ma io sento tutto tranne che quello.
Giornali e televisioni che fumano, microfoni che si sciolgono, cazzate che spazzano cose e persone come i fiumi di fango in Sicilia. Non ho più paura e questo si che mi fa paura; sono stanco, non deluso. Perché poi dovrei esserlo? Si sapeva, si sa, si diceva, si dice. Abbozzo un sorriso quando vedo al telegiornale i terremotati che ringraziano i diretti o indiretti responsabili delle loro tragedie. Muoio dentro pensando a quello che siamo diventati; ci metto dentro tutti compreso me perché questo è ancora il mio paese e so che un altro non ne avrò.
La manifestazione è stata bella, non sono il tipo che applaude convinto, sono quello che ascolta in silenzio; a volte giudica, riflette, spera e subito dopo crolla. In realtà dal fottio di persone che c'erano l'ho circumnavigata la manifestazione, non vista o sentita; a me però piace vedere la gente. Quelli che invece di fare qualsiasi altra cosa erano lì, quelli con i cartelli, quelli con il bastone e gli acciacchi ma sotto il sole, quelli con i tamburi, quelli con il sorriso, quelli non violenti, quelli ai quali basterebbe poco per essere felici, vivere in un paese sano. Fino a poco tempo fa riuscivo a fregarmene, basta pensare a se stesso e alle persone a te vicine, senza mai smettere di aver fiducia negli uomini.
Ora aspetto. Aspetto che crolli tutto, siamo vicini penso e più lo penso e più lo spero. La cosa buffa è che la maggior parte del paese non se ne accorgerà nemmeno; si seppelliscono morti, si celebrano funerali, si fanno cerimonie e promesse.
"Fino a qui tutto bene"...
martedì 6 ottobre 2009
mercoledì 2 settembre 2009
Materasso
M'è venuta un po' di nostalgia perché mi sono ricordato come si cammina. Torno indietro nel tempo e sono a terra, gattoni, con i piedi troppo lunghi per stare comodo con le ginocchia a terra; allora provo ad alzarmi, piano piano, reggendomi al tavolino. Faccio forza anche sulle braccia, lo sforzo diminuisce e lentamente, vacillando come neanche mi fossi scolato 5 gin&lemon, mi trovo finalmente in piedi.
Cazzo ma dove sei?
Ruoto il busto insieme al collo leggermente a destra ma niente; faccio la stessa cosa verso sinistra, stavolta neanche troppo leggermente, infatti vacillo, di nuovo ma più forte, e poi cado.
Dove cazzo sei?
Ripeto gli stessi movimenti e ci riprovo, ho quasi le lacrime agli occhi, non per la disperazione, né per il dolore, solo che non c'ho voglia ma mi tocca farlo. Oh issa... Oh issa...
Ancor prima di drizzarmi, i talloni vanno troppo indietro e precipito sulla schiena, senza sentire male però, le tue braccia attutiscono la caduta. Ancora di spalle con la mano accarezzo la tua pelle, più morbida di tutta la seta e il cachemire di tutti gli artigiani del mondo, così morbida che la morbidezza stessa si vergogna di essere niente a confronto; roba da paradiso o giù di lì.
Eccoti
Cazzo ma dove sei?
Ruoto il busto insieme al collo leggermente a destra ma niente; faccio la stessa cosa verso sinistra, stavolta neanche troppo leggermente, infatti vacillo, di nuovo ma più forte, e poi cado.
Dove cazzo sei?
Ripeto gli stessi movimenti e ci riprovo, ho quasi le lacrime agli occhi, non per la disperazione, né per il dolore, solo che non c'ho voglia ma mi tocca farlo. Oh issa... Oh issa...
Ancor prima di drizzarmi, i talloni vanno troppo indietro e precipito sulla schiena, senza sentire male però, le tue braccia attutiscono la caduta. Ancora di spalle con la mano accarezzo la tua pelle, più morbida di tutta la seta e il cachemire di tutti gli artigiani del mondo, così morbida che la morbidezza stessa si vergogna di essere niente a confronto; roba da paradiso o giù di lì.
Eccoti
lunedì 24 agosto 2009
L'orizzonte vicino
La giornata è caldissima, talmente calda che il sudore ha paura e non esce fuori. Sono seduto su una panchina, quella davanti al lavoro, ma oggi no, non sono al lavoro. Le immagini di questa estate scorrono a velocità supersonica ma non riesco ad agguantarne una, la testa bolle e mi faccio più lento. Mentre cerco di ripartire mi parte un sorriso e lo copro subito con le mani, di questi tempi sembra cosa rara e insolita, per questo lo tengo per me.
Se spengo l'interruttore vedo un cielo perfetto, una spiaggia deserta bianca e un mare verde e azzurro che mi fa girare per un momento la testa; aspetta mi sbaglio... Sono i tuoi occhi davanti ai miei
Se spengo l'interruttore vedo un cielo perfetto, una spiaggia deserta bianca e un mare verde e azzurro che mi fa girare per un momento la testa; aspetta mi sbaglio... Sono i tuoi occhi davanti ai miei
lunedì 20 luglio 2009
L'isola che non c'è
Se qualcuno venisse a chiedermi un giorno quali sono le mie certezze, a parte la Juve e l'amore reciproco e incondizionato dei miei genitori e dei miei amici più stretti non saprei proprio che rispondere. Il fatto è che non sono sicuro neanche se queste certezze in realtà non ce l'ho davvero.
Sembra un controsenso ma non lo è, sembra rincoglionimento vero, sembra talco ma non è... Il punto è che non ci capisco più niente e non ne posso più; se una cosa è calda, cacchio sarà calda punto. Se una cosa è fredda, minchia sarà fredda. Invece no. E' calda ma forse in alcuni punti se ci fai caso lo è un po' meno e comunque in certi periodi dell'anno può essere soggetta a cambiamenti di vario genere tra cui...
Vi prego basta. Si per carità la giostra è straordinaria, piena di luci, sempre diversa, ma vi prego fatemi una volta fare lo stesso giro. Vorrei non trovarmi davanti sempre migliaia di sfumature su ogni cosa, discorso, fatto o persona che stia in questo mondo; una volta, solo per una volta vorrei che una cosa incontrata per strada sia perfettamente geometrica, senza spigoli o smussature, crepe, tesori nascosti. Una cosa che sia esattamente come la senti, la vedi, la vivi. L'imprevedibilità degli eventi, le infinite combinazioni che il caso e la vita creano fanno parte della crescita graduale dell'individuo; cazzo bella frase, chissà dove l'ho sentita; niente da obbiettare certo, ma se non volessi crescere?
Il vero problema è che dopo la terza stella a destra dritto fino al mattino non c'è una ceppa o forse mi sono semplicemente perso...
Sembra un controsenso ma non lo è, sembra rincoglionimento vero, sembra talco ma non è... Il punto è che non ci capisco più niente e non ne posso più; se una cosa è calda, cacchio sarà calda punto. Se una cosa è fredda, minchia sarà fredda. Invece no. E' calda ma forse in alcuni punti se ci fai caso lo è un po' meno e comunque in certi periodi dell'anno può essere soggetta a cambiamenti di vario genere tra cui...
Vi prego basta. Si per carità la giostra è straordinaria, piena di luci, sempre diversa, ma vi prego fatemi una volta fare lo stesso giro. Vorrei non trovarmi davanti sempre migliaia di sfumature su ogni cosa, discorso, fatto o persona che stia in questo mondo; una volta, solo per una volta vorrei che una cosa incontrata per strada sia perfettamente geometrica, senza spigoli o smussature, crepe, tesori nascosti. Una cosa che sia esattamente come la senti, la vedi, la vivi. L'imprevedibilità degli eventi, le infinite combinazioni che il caso e la vita creano fanno parte della crescita graduale dell'individuo; cazzo bella frase, chissà dove l'ho sentita; niente da obbiettare certo, ma se non volessi crescere?
Il vero problema è che dopo la terza stella a destra dritto fino al mattino non c'è una ceppa o forse mi sono semplicemente perso...
martedì 7 luglio 2009
ExtraTerrestre
Com'è che si faceva? Cacchio non me lo ricordo; sono anni che non ci pensavo, che non vedevo, che non alzavo la testa. E' passato troppo tempo da quando provavo a camminare sulla luna, come quell' astronauta dalle giacche straordinarie, strano come nessuno, apparentemente sgraziato, bianco fuori e nero dentro. Lui sulla luna ci camminava alla grande e io me l'ero dimenticato; mi sento anche un po' in colpa, dimenticare chi ti ha fatto sognare è una brutta cosa. Facile prima dire che era un mito, facile ora dire che è una leggenda, una di quelle da raccontare ai nipoti: "Un giorno molto lontano, un abitante della luna scese sulla terra per insegnare al mondo a ballare...."
martedì 9 giugno 2009
Parabolando
Il Gest non scrive più.
Che hai Gest? Hai finito le idee? Non partorisci più pensieri e riflessioni? Hai risolto tutto quello che c'era da risolvere?
"Magari" dice il Gest, seduto sulla poltrona intento a masticare faticosamente una Goleador. Mi dice che da quando si è messo di buzzo buono a sistemare le cose i problemi sembrano aumentare. Cerco di fargli capire che è normale sia così ma lui non sembra molto convinto, si appiccia una paglia e fa uno sternuto. Mi confida che si sta un po' cacando sotto a causa del futuro, ma aggiunge che mentre caca sorride, perché in fondo non vede l'ora. Già sente che qualcosa sta cambiando, forse più lui che qualcosa, puntualizza subito dopo; sembra sincero e stranamente sicuro di se. Gli domando un po' dubbioso se mi sta raccontando una minchiata, lui si alza, mette i pugni sui fianchi come solo i migliori supereroi sanno fare e guardando un punto imprecisato dell'infinito grida "Staremo a vedere!!".
Lo guardo più sereno ora, nonostante sembra essere più serio dimostra di saperci ancora fare
Che hai Gest? Hai finito le idee? Non partorisci più pensieri e riflessioni? Hai risolto tutto quello che c'era da risolvere?
"Magari" dice il Gest, seduto sulla poltrona intento a masticare faticosamente una Goleador. Mi dice che da quando si è messo di buzzo buono a sistemare le cose i problemi sembrano aumentare. Cerco di fargli capire che è normale sia così ma lui non sembra molto convinto, si appiccia una paglia e fa uno sternuto. Mi confida che si sta un po' cacando sotto a causa del futuro, ma aggiunge che mentre caca sorride, perché in fondo non vede l'ora. Già sente che qualcosa sta cambiando, forse più lui che qualcosa, puntualizza subito dopo; sembra sincero e stranamente sicuro di se. Gli domando un po' dubbioso se mi sta raccontando una minchiata, lui si alza, mette i pugni sui fianchi come solo i migliori supereroi sanno fare e guardando un punto imprecisato dell'infinito grida "Staremo a vedere!!".
Lo guardo più sereno ora, nonostante sembra essere più serio dimostra di saperci ancora fare
domenica 3 maggio 2009
Ancora cinque minuti... Anzi no, mi alzo
Costruisco città e distruggo paesi, scalo montagne rimanendo seduto, corro all'impazzata ma se guardi attentamente sono sempre qua. I sogni scorrono troppo veloci nella notte e a me il tempo non basta; sono attore famosissimo prima, politico di successo dopo, mi ci scappa alla fine anche una grande scopata con una femmina mica da niente. La sveglia è dura da digerire, fatemi rimanere la, faccio finalmente quello che voglio. Per fortuna però che il giorno mi stupisco ancora, certo, alla fine vivere è molto meglio che sognare; nel sogno non sento odori, non mi capita di ascoltare musica, ma soprattuto qualsiasi cosa stia facendo un attimo dopo è già finita. L'unico problema è cercare di rendere la veglia ancora più interessante; un paio di idee fanno capolino e da capolinea nella mia testa. Tempi nuovi arriveranno, per vincere bisogna prima giocare...
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