Prima della tempesta ci si aspetta sempre il silenzio ma io sento tutto tranne che quello.
Giornali e televisioni che fumano, microfoni che si sciolgono, cazzate che spazzano cose e persone come i fiumi di fango in Sicilia. Non ho più paura e questo si che mi fa paura; sono stanco, non deluso. Perché poi dovrei esserlo? Si sapeva, si sa, si diceva, si dice. Abbozzo un sorriso quando vedo al telegiornale i terremotati che ringraziano i diretti o indiretti responsabili delle loro tragedie. Muoio dentro pensando a quello che siamo diventati; ci metto dentro tutti compreso me perché questo è ancora il mio paese e so che un altro non ne avrò.
La manifestazione è stata bella, non sono il tipo che applaude convinto, sono quello che ascolta in silenzio; a volte giudica, riflette, spera e subito dopo crolla. In realtà dal fottio di persone che c'erano l'ho circumnavigata la manifestazione, non vista o sentita; a me però piace vedere la gente. Quelli che invece di fare qualsiasi altra cosa erano lì, quelli con i cartelli, quelli con il bastone e gli acciacchi ma sotto il sole, quelli con i tamburi, quelli con il sorriso, quelli non violenti, quelli ai quali basterebbe poco per essere felici, vivere in un paese sano. Fino a poco tempo fa riuscivo a fregarmene, basta pensare a se stesso e alle persone a te vicine, senza mai smettere di aver fiducia negli uomini.
Ora aspetto. Aspetto che crolli tutto, siamo vicini penso e più lo penso e più lo spero. La cosa buffa è che la maggior parte del paese non se ne accorgerà nemmeno; si seppelliscono morti, si celebrano funerali, si fanno cerimonie e promesse.
"Fino a qui tutto bene"...
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1 commento:
Uno degli inizi più belli della storia del cinema.. essì.. a mio zio è proprio piaciuto..
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