domenica 25 maggio 2008

Faccio il fantasma

Sotto una coperta che funge da cielo mi sveglio mentre ancora dormo; come cacchio fai direte, ma vi è successo anche a voi, solo che non lo spiegate così male come faccio io. A proposito, parlo al plurale ma mi sa che a leggere questo blog è rimasto il cugino del macellaio, figlio di alcuni zii acquisiti conosciuti tramite amici comuni...
Mi sveglio, dicevo, e una quantità di immagini scorrono a ripetizione in quell'ottovolante che è la mia testa, col risultato di tirare la coperta ancora più su, finché anche le braccia che la tengono tesa sono completamente sommerse. Aspetta però! Affrontiamo i fatti, tanto ormai non c'ho più scuse..
Perfetto! Deciso! Prima di muovermi però direi che aspetto la sveglia, c'ho ancora un'ora eccheccacchio buttala via! Prima di sprofondare di nuovo nel luogo dove tutto è possibile, mi volto un istante, osservo con i miei occhi cisposi ma sorridenti il tuo volto di profilo e appoggio le mie labbra con il peso pari ad una piuma sulla tua spalla per non svegliarti, hai ancora qualche minuto anche tu...

3 commenti:

LO ZIO BART ha detto...

Mio zio il blog dell'uomo dalle dita a staccionata lo legge sempre, e se non è proprio sempre c'è comunque il modo di recuperare, ogni tanto, con la rotellina. Perché così deve essere, perché così è, dopo aver capito cose che ormai varranno per sempre, dopo quella volta in macchina di ritorno da una festa ma qual'era, dopo quella volta sulla strada che porta dai tuffi del Salento al caldo della Capitale e dopo tutte le altre volte che c'è stato un incontro di due che stanno troppo lontani o troppo vicini a scelta. Purtroppo sempre meno. E purtroppo sempre più fantasmi che non fanno paura ma che parlano. Il problema è che quando i fantasmi parlano i vivi non possono sentire. E non è giusto.

Anonimo ha detto...

cito wikipedia :
Il termine blog è la contrazione di web-log, ovvero "traccia su rete".
a chi decide di lasciare una traccia di sè o di quello che porta con sè, che lo faccia senza vergogna, che lo faccia senza paura, che lo faccia con la volontà di comunicare se stesso con tutto se stesso (e nn solo piccole parti poco approfondite).
che lo scritto sia ritratto della persona a cui appartengono le dita che "tasteggiano"!
aprire un blog per comunicare poco è un pò come amare l'idea che si ha di qualcuno. un sentimento incompleto e fallace!

Anonimo ha detto...

cito wikipedia :
Il termine blog è la contrazione di web-log, ovvero "traccia su rete".
a chi decide di lasciare una traccia di sè o di quello che porta con sè, che lo faccia senza vergogna, che lo faccia senza paura, che lo faccia con la volontà di comunicare se stesso con tutto se stesso (e nn solo piccole parti poco approfondite).
che lo scritto sia ritratto della persona a cui appartengono le dita che "tasteggiano"!
aprire un blog per comunicare poco è un pò come amare l'idea che si ha di qualcuno. un sentimento incompleto e fallace!