Iniziammo a camminare in salita, tanto per fare una passeggiata, in maniche corte, con le tasche prive di soldi ma piene di felicità per essere ancora una volta insieme, ma senza dircelo, no, a noi non serve. Aspettate, lassù inizia la luna, andiamo un po' più avanti. Cazzo, sembra di camminare sopra il corallo, attento Play, si scivola! Ecco! Il primo cratere, prova a guardarci dentro, non te sporge però sennò finisci giù, svolta grossa vero?
Salimmo parecchio, fino a vedere il cratere più grosso, ma decidemmo di fermarci, il mare da qui si vedeva e a noi bastava; trovammo un piccolo pezzo di luna, con alcune rocce lisce e rosse che ci circondavano; era il momento di fare una canna. Mi correggo, non "una" ma "la"; si perché attorno non c'era nessuno, un silenzio incredibile, noi sulla luna, il mare in lontananza e la sensazione, almeno da parte mia, di PACE, quella dello spirito, della ragione e del corpo. Non ricordo di cosa parlammo, però prima di ricominciare a scendere Andrea scrisse il suo nome su una di quelle rocce, create apposta per quello, forse. Naturalmente facemmo la stessa cosa tutti, ora quelle firme ce l'ho impresse in testa. Scendemmo da un lato della montagna diverso da quello dell'andata, c'era sabbia nera sotto i nostri piedi; Sté cominciò a correre giù di corsa per quella discesa infinita, arrivato in fondo prese la macchina fotografica e scattò una foto di noi che lo imitavamo, leggeri e veloci verso la via del ritorno. Correndo e facendo a schiaffi col vento, pensai che se non c'era un disegno poco ci mancava; vedevo i fratelli ridere e urlare con la luna alle spalle e il sole in faccia.
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1 commento:
fratelli dove siete?....mmh meglio che io non commenti...il mio rivolgermi una domanda del genere creerebbe l'effetto di un sisma nella mio fragile e difesissimo equilibrio. e la storia che racconterei non sarebbe quella di una notte chiara e piena di volti, anche se non definitissimi.di risposte a richiami. la mia sarebbe una notte senza luna in un deposito di ricordi, sapientemente imballati in scatoloni con nomi scritti a grandi lettere con l'uniposca nero. sarebbe una passeggiata al buio, dolorosa perchè inciamperei troppe volte in oggetti che non vedo, e con la faccia a terra le mie lacrime bagnerebbero una terra secca e sterile.al mio richiamo non risponderebbe che un''eco lontano...quello della mia voce.nessuno verrebbe a guidarmi nelle tenebre e la mia ricerca troveberebbe pace solo con la morte, perchè è lì che il mio cuore ritroverebbe il suo sangue. ma la vita è vita e non si vive di ricordi e le facce che tu vedi in divenire per me sono facce scolpite immutabili nella pietra. mentre tu le cerchi io cammino per kilometri nell'unica direzione che mi è concessa e che mi concedo : avanti. mi spingo sempre più avanti con la mente vuota, eliminando ogni ipotetica immagine che ritragga un progetto. voltarsi indietro? e a guardare cosa poi? alle spalle lascio la mia Gomorra e rispettando la Parola del Signore non mi volto per non diventare una statua di sale. povera Lot.
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