domenica 4 maggio 2008

Il giovane che voleva diventare astronauta, quella sera non aveva la testa rivolta verso l'alto; strano, pensava. Passava intere giornate con lo sguardo verso le stelle, tra costellazioni, aerei di passaggio e sogni che stentavano a realizzarsi.
In quella serata così uguale alle altre all'apparenza, dopo molto tempo, stava guardando da un'altra parte.
"Non ho risolto il cubo, ancora... Sono rimasti un paio di quadratini gialli su quella faccia arancione, la faccia rossa l'ho completata, il verde è troppo mischiato con il blu, ma stò un pezzo avanti". Ripose il cubo sul tavolo e puntò il lungo naso dritto davanti a sè, perpendicolarmente ai suoi piedi da alieno; abbozzò un sorriso, si tolse il casco bianco e per un attimo si accorse che sensa visiera, riusciva a vedere meglio..

3 commenti:

Anonimo ha detto...

e riesci a vedere meglio?

Anonimo ha detto...

non me poi scrive senSa con la S...e neanche stò con l'accento...

Anonimo ha detto...

E di nuovo in attesa che pezzi di passato tornino a risollevare il polverone dei ricordi. Ricordi sopiti di un passato nascosto che nell'attesa strilla un sonoro e tagliente "bubusettete!". E allora l'attesa di fonde con l'aspettativa che chi deve arrivare possa anche lenire ricomponendo insieme a me il puzzle di ciò che ci manca, con la gioia che ci riunisce come sempre. Quell'assenza che soffriamo insieme anche se lontane. E quella somiglianza profonda nell'essere mi fa ricordare quanto doppiamente mi amasse per sceglierla tra le tante.