giovedì 16 ottobre 2008

Un coniglio chiamato desiderio

Per il nostro primo appuntamento (e forse ultimo) con l'educazione sessuale, ci avventureremo nel racconto di un'uscita fatta tra due semplici giovini, no di certo alla prima esperienza sessuale ma neanche Rocco e Cicciolina ai grandi magazzini. Per comodità ma soprattutto per convenienza data la già spinta natura del racconto immagineremo i due come coniglietti, lo so, non originale come idea, ma se ci pensate bene un pene, una vagina e due bocce come si devono almeno io ce li vedo bene sul roditore in questione.
Il coniglino Genoveffo, non molto attraente e sportivo ma con una mazza tanta, lo troviamo a pettinarsi (sopra e sotto) davanti all'enorme specchio della sua camera, un po' nervoso per l'appuntamento ma felice di riuscire a fare due cose contemporaneamente: pettinarsi dicevo e giocare a mini-golf senza usare le mani.
A qualche centinaia di metri in linea d'aria troviamo un'altra camera da letto, tappezzata di poster di Jon Bon Jon Von Son Ton Ron Bovi: all'interno di essa scopriamo la coniglina Bertoldina, intenta in un breve ma deciso auto-petting con la mano roteante di Action Man missione Australia (l'uso del meccanismo elettronico permetteva al nostro eroe di lanciare un boomerang di plastica).
Dopo la presentazione dei nostri, ancora ignari della schiacciata che si sarebbero fatti a fine serata, inizierò a raccontare come andarono le cose quando per la prima volta si conobbero sessualmente, ma più che sessualmente direi carnalmente, ma più che carnalmente direi bagnatamente, ma più che bagnatamente direi sculacciatamente, ma più che sculacciatamente... (Scusate, anche il narratore si fa prendere dalla mano, anzi dalla mano suona ambiguo, diciamo dalla bocca, mmmmhhh forse questo è ancora più ambiguo).
Genoveffo arrivò con la macchina alle 21 precise davanti casa di Bertoldina; un colpo di clacson annunciò il suo arrivo, un altro colpo subito dopo, molto più sordo, proveniente dal culo del coniglino, tradì la sicurezza fin'ora ostentata. Mentre Genoveffo era ancora occupato ad arieggiare la macchina da quel peto record di ben 10 secondi netti (per netti si intende il tempo che intercorre dall'emissione del suono alla completa chiusura delle pareti interne anali), apparve in tutto il suo candore, perfettamente mascherato da un'abito e un andatura da escort, la coniglina Bertoldina. La meraviglia e l'eccitazione sul volto di Genoveffo fece distrarre la coniglina dall'accorgersi che per eliminare l'odore non ancora sopito, il gagliardo giovine aveva acceso due sigarette e quattro incensi alla banana posizionati in ordine sparso nell'abitacolo.
"Che buon odore di sigaretta alla banana!" esclamò lei muovendo lentamente le labbra; Genoveffo baciò la sua mano pensando ma non dicendo "Anciantè", raccontò della sua passione per gli incensi alla frutta, mise in moto la macchina e maneggiò il cambio così sensualmente che la coniglina pensò per un attimo fosse gay.
Il cinema fu un occasione ghiotta per scambiarsi sguardi nel buio più completo, sussurri all'orecchio tipo "Vado al bagno, mi dici dopo che è successo?" ma soprattuto domande sul perché erano andati a vedere "Fermati o mamma spara", capolavoro restaurato e rimasterizzato in dolby digital con Sylvester Stallone. L'aria si era fatta più fresca e Genoveffo colse l'occasione per coprire cavallerescamente con il suo giubbotto le nude spalle di Bertoldina, che ringraziando scoprì nella tasca interna del capo rimasta aperta 3 preservativi, una boccetta omaggio di vaselina reclamizzata e donatagli da una simpatica vecchina all'ingresso di un supermercato, guarda caso attaccato ad un sexy shop, e un bignami all'apparenza autentico con le 100 frasi più efficaci per l'acchiappanza. Subito dopo l'audace scoperta Bertoldina non si scompose, anzi, infilò la lingua con forza nella bocca di Genoveffo, intento a pronunciare discolpandosi la classica scusa "Non sono venuto con il giubbotto, prima avevo la mantellina". Non fece in tempo a pronunciare per intero la frase però perché ormai stava succhiando quel corpo caldo e bagnato; ebbe subito la sensazione di succhiare una Fruit Joy, per via dei granelli sul palato che rimanevano una volta ingoiata, ma si accorse che Bertoldina aveva semplicemente le papille gustative leggerissimamente infiammate. Da quel momento in poi il turbine della passione li avvolse completamente: lingue che ballano samba e fanno fuori-dentro-dentro-fuori alla velocità della luce, mani che si infilano ovunque, i portachiavi di entrambi raffiguranti Action Man con il pollice alzato alla Fonzie, in realtà in "missione autostop", che si strusciavano avendo come ostacolo solamente il tessuto dei pantaloni. "Vieni da me" disse Genoveffo con una voce e una cadenza simile a quella di uno che si era scolato 23 gin tonic e stava per ordinare un campari per riprendersi. "Va bene" disse lei con il rossetto color cannella che gli copriva ormai completamente la faccia tanto che il coniglino pensò per un secondo di aver fatto la proposta al suo simpatico vicino di casa del Bangladesh.
Seguì quello che voi tutti cari amici ma soprattuto care amiche aspettavano da molto e che io, senza dilungarmi troppo ma scendendo volutamente in particolari, racconterò minuziosamente non solo perché spiavo il tutto col telescopio dalla mia camera, ma anche perché c'ho il video a casa e me lo sono rivisto più volte.
Appena si tolsero le mutande, capirono che c'era da divertirsi. Genoveffo estrasse dal fodero la sua verga di ghiaccio bollente agitandola per aria come uno sbandieratore agita la propria bandiera durante la fiera medievale della città, provocando una leggera brezza e il conseguente muoversi dei capelli di Bertoldina come se fosse seduta dietro la moto di Valentino Rossi durante una gara valida per il titolo di campione del mondo. Bertoldina dal canto suo esibì una vulva pettinata come andava di moda negli anni '80, un incrocio tra Renato Zero ai tempi d'oro e Ace Ventura. Il su e giù iniziò subito di gran lena, con Bertoldina che gemeva gridando "Ancora!!!", Gesualdo rispondeva con un "Ancora!!!" mentre lo stereo cantava "...Perché io da quella sera non ho fatto più l'amore senza teeeeeee!!" Quando il coniglino venne fu un concerto di mugugni simili a quelli emessi da un qualunque umano affetto da stitichezza seduto sul water, la coniglina lo seguì qualche minuto dopo, una mezz'oretta per la precisione, quando lui si stava già rivestendo. "Ti è piaciuto?" voltandosi con fare maschio disse Genoveffo, "Mortacci nostri se non m'è piaciuto cazzo" esclamò lei con una classe degna di una principessa. Quando Il coniglino salutò la coniglina notò che il materasso ad acqua su cui avevano appena consumato l'amplesso era diventato un materasso ad acqua completamente bagnato d'acqua, ma non quella solitamente usata per riempire i materassi ad acqua; rimase particolarmente soddisfatto della visione, tant'è che camminado con il viso girato all'indietro prese con la tempia in pieno lo stipite della porta. Non disse nulla però, in cuor suo sapeva che Action Man in quell'occasione non avrebbe fatto una piega.

E' chiaro che ogni riferimento a fatti, cose, persone e incensi al sapore di banana è puramente casuale, ed è ancor più sibillino che non si è trattata di una lezione di educazione sessuale, presa solo come pretesto dall'autore per scrivere una porcata: "Perché m'andava" il commento fatto.

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