Calpestava le foglie sul viale d'ingresso e gli sembrò che qualcuno masticasse Cipster molto vicino a lui; l'aria odorava di nulla, il cielo era bianco e un gatto secco come lo spumante leccava il marciapiede sporco di qualcosa. Si mise in bocca una gomma e si accese una sigaretta che grazie alla menta diventò stranamente balsamica; Sono nervoso cazzo, diceva alla sua testa. La strada di foglie era finita e iniziava il mattone, quello rosso piatto che suo padre piantò nel terreno il giorno che ricevette il primo bacio sulla guancia da una bambina di nome Silvia; era arrivato agli scalini che si arrampicavano sino al portico quando apparve dalla cima della rampa. Indossava un cappello da pescatore, stivali in gomma, gilèt beige pieno di tasche e zaino in spalla. Vai a pescare? No, a prendere la posta dalla cassetta, sai, gli stivali sono per depistare e nello zaino ci tengo la carta da imballaggio, poi scoppio un po' di bolle.
E il cappello? Per non far scappare le idee buone dalla testa.
Osservò il vecchio che si allontanava, con un occhio rideva e con l'altro piangeva
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento