martedì 2 dicembre 2008

L'attesa

Si svegliò di soprassalto e guardò l'oblò ai piedi del letto, era giorno su questo era sicuro, che ora fosse invece, non ne aveva assolutamente idea. Appoggiò il piede sinistro a terra, si guardò intorno come se non sapesse dove si trovava; il piede destro fu una formalità.
Decise di non aprire quella curiosa finestrella, buona per un cartone animato pensò, ma si limitò a guardare fuori, l'acqua in basso sembrava più vicina di ieri. Avvicinandosi allo scrittoio della cabina prese la sigarettina di tabacco della sera prima, non terminata perché sazio e stette un minuto buono a fissarla prima di accenderla. Il fumo andava verso il soffitto, scivolava per tutta la parete e si conficcava nell'unico buco che dava verso l'infinito, come piaceva chiamarlo lui, provocato probabilmente dal becco di un gabbiano ubriaco pensò, chissenefrega terminò.
Aprì il pomellino che faceva sgorgare l'acqua dal lavabo "Acqua gelata cazzo, non mi abituo mai".
Si sciacquò in maniera quasi sacra, come un musulmano prima di entrare nella moschea a pregare; il liquido scivolò tra le rughe della pelle, attraverso gli anfratti del viso, bagnando i confini dei capelli.
Ancora prima di essersi asciugato del tutto era già sul ponte della nave.
Inspirò profondamente ad occhi chiusi, era una bella giornata, l'infinito si vedeva proprio bene oggi. Diede un'occhiata prima a destra, nessuno, poi a sinistra, idem; avvertì subito una presenza alle spalle però e senza voltarsi, con la voce ancora impastata, incominciò "Buon giorno capitano".
"Buon pomeriggio semmai" la voce era proprio quella del capitano, una voce timida, minuta, da ragazzino, per nulla adatta all'importante ruolo all'interno dell'equipaggio, men che meno alla sua statura da colosso. Con gli avambracci poggiati alla ringhiera arrugginita il ragazzo sospeso esitò un attimo, poi finalmente si voltò, alzò la testa di qualche centimetro per guardarlo negli occhi e sorrise.
"Cosa stai guardando ragazzo? Sono mesi che sei qui e a parte il tempo la visuale non è certo cambiata!" disse il capitano con un tono serio ma quasi paterno.
"Osservo l'infinito capitano, oggi si vede bene, non è mai uguale, almeno a me non sembra. Alcune volte fa paura, altre volte è bellissimo, altre ancora sembra finire e altre..."
"Si si, ho capito!" lo interruppe il capitano "Sei strano, ragazzo! Di solito non parli mai, quando finalmente apri bocca è per dire una cazzata e far ridere i marinai. Oggi però sembri diverso, hai gli occhi stanchi, un po' tristi. Dubito però che sia cambiato qualcosa, qui è sempre tutto uguale! Il mare è quello che vedremo per sempre, nient'altro, questa nave viaggia sull'infinito"
Il ragazzo sospeso non rispose, continuava a guardare il capitano negli occhi e sentiva solo il rumore del mare
"Capisco" dopo una lunga pausa concluse il capitano "E' meglio che vada a terminare il mio giro di controllo, ti lascio alle tue riflessioni" Il ragazzo sospeso non distolse però lo sguardo dal suo interlocutore, continuò a fissarlo negli occhi "Me ne voglio andare capitano, qui sto bene ma ora sento il bisogno di scendere. Oggi l'infinito non è così tanto grande, ce la posso fare, sono ancora in tempo" stava sorridendo mentre due lacrime perfettamente simmetriche gli rigavano gli occhi "Lo vede capitano! Ora si vede la fine!" la mano del ragazzo stringeva adesso forte il braccio del capitano "Grazie per avermi tenuto con voi, per avermi aiutato ad aspettare!"
Il capitano capì che gli occhi del ragazzo erano si molto stanchi, ma non tristi. Fece appena in tempo a far sorridere gli occhi ma non riuscì a parlare, il ragazzo aveva già indossato un giubbetto di salvataggio.
"Aspetta!!" gridò con tutta la forza "Dove vai? Ti ammazzerai ragazzo siamo in mare aperto!"
Il ragazzo sospeso non riuscì a sentire perché era già in volo, con le braccia aperte e un sorriso da ebete stampato in faccia; dovette riprendere fiato prima di toccare il mare con le scarpe, il volo verso l'infinito. Disperato, il capitano osservò il giubbetto giallo con dentro il ragazzo allontanarsi; quando allargò la visuale del suo sguardo verso l'infinito sussultò "Non ci posso credere... TERRA!!!"

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