lunedì 29 settembre 2008

Eppur si muove

Si alzò dal letto con difficoltà, facendo ben attenzione ad aprire gli occhi con calma, perché secondo lui se si aprivano gli occhi di scatto dopo un lungo sonno si rischiava la cecità permanente; dopo un lungo interminabile minuto riuscì a spalancarli, ancora un po' cisposi ma contenti di funzionare come la sera prima. Passò le varie stanze del corridoio senza guardare dentro, sorprese almeno lì non ce ne erano mai state, infilandosi direttamente in bagno, sotto la doccia per la precisione. Pulì accuratamente il suo corpo dimenticandosi per un attimo la nuca, ma rimediò subito dopo quando cominciò a sentire le imprecazioni di questa. Infilandosi i vestiti, sentì i diversi tessuti abbracciarlo con amore: prima le mutande, poi la maglietta, infine i pantaloni. Aveva giusto mezz'ora per presentarsi all'appuntamento, quello fissato da quella voce, sconosciuta ma convincente, ne uomo ne donna all'apparenza; eppure lui aveva accettato, curioso come al solito, e felice di fare una bella passeggiata, l'appuntamento non era così lontano. Mentre camminava per il vialetto alberato sentì un odore che sembrava di vittoria, ma si convinse che stava sbagliando; Prese un utile caffè al chiosco all'angolo, con il proprietario che come al solito vendeva sotto banco biglietti della lotteria e che porgendoteli sussurrava: "L'importante è partecipare". Non aveva mai capito fino in fondo la frase, ma declinò per l'ennesima volta con il suo solito sorriso, capace di farsi perdonare a volte, di farti innamorare altre e di farti passare una bella giornata comunque, anche se cinque minuti dopo lo avresti dimenticato.
Arrivò al luogo dell'appuntamento, sotto l'albero che pendeva da un lato, nell'angolo della piazzetta riservato a quelli che stanno aspettando qualcuno o qualcosa. Aspettò per un po' immaginandosi scene da film, come una macchina in corsa che sgomma davanti a lui, il finestrino che si apre e Bruce Willis che consegnandogli una busta gli ordina: "Custodiscila, il destino del mondo è nelle tue mani". Urlando dentro di se un "ganzo!!" ritornò alla realtà; ancora nessuno in vista e il tempo continuava a passare mentre decise di accendersi una paglia. L'aria era ferma e il fumo sputato dalla sua bocca rimaneva proprio davanti a lui, denso ed immobile, come se fosse pronto a rientrare nel corpo da un momento all'altro. Ancora nessuno. Pensò allora e finalmente alla possibilità che qualcuno gli avesse fatto uno scherzo; spense la paglia e si girò per andarsene quando sentì di nuovo quell'odore che sapeva di vittoria. Durò un attimo, giusto il tempo di tardare la sua voglia di andarsene e di farlo accorgere che incastrato su un piccolo foro della corteccia dell'albero che pendeva da un lato c'era un foglietto: "NON MOLLARE" c'era scritto.

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