La questione rom oggi è più attuale che mai, dopo i vari crimini commessi da questo popolo in Italia e le vendette private che vengono fatte di conseguenza dagli italiani (vedi le molotov a Napoli), trascrivo alcuni versi di Faber, come al solito il più bravo a identificare e raccontare le vite degli altri, anche le più disperate possibili..
Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento [....]
porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome è il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare [...]
ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare
e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e fortuna
allo specchio di questa kampina (baracca da campo dei rom)
ai miei occhi limpidi come un addio
lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio
Fabrizio de André - Khorakhané
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2 commenti:
l'argomento è spinoso. credo che metta in crisi anche il punto di vista più aperto e liberale. credo che nel riflettere sull'argomento intervengano fattori oggettivi ma soprattutto soggettivi.
ma la verità è che non è da ieri che il discorso sui rom è nato, non è da ieri che il problema è sorto. ma allora perchè è da ieri che i riflettori sono puntati proprio sui campi rom? credo che la risposta sia semplice e molto politica. siamo semplicemente davanti alla strumentalizzazione di un problema annoso e comune a un paese, che aiuta a incrementare l'odore di paura e terrore che serpeggia nei quotidiani, settimanali e mensili italiani da un pò di mesi a questa parte. e la paura è da sempre e per sempre lo strumento principe per lo svilupparsi di una svolta autoritaria. corsi e ricorsi storici. per dare potere a chi promette un giro di vite forse necessario e utile...parliamoci chiaro l'Italia e gli italiani non sono in grado di avere troppa libertà. nella libertà ci perdiamo. ci perdiamo nel nostro egocentrismo e nella nostra abitudine a voler "fregare" lo Stato e il nostro prossimo per trarne vantaggio. e così forse è meglio che questo potere sia dato a pochi. a un'oligarchia della classe dirigente che faccia passare manovre palesemente losche e mafiose per "utile comune".
ma tornando sul discorso dei rom, l'unica domanda che mi pongo e che mi brucia è "ma se vengono identificati come popolo nomade e quindi rientrano sotto tutta quella branca legislativa e legale che permette loro di non pagare le tasse, per dirne una, e tutta un'altra serie di vantaggi e agevolazioni giuste per un popolo nomade, perchè hanno stanziamenti fissi da anni in zone precise e usufruiscono gratuitamente di tutti servizi statali che sono offerti grazie alle tasse pagate dai contibuenti?"
e questo al di là del fatto che culturalmente parlando ci sono delle cose che dei rom non condivido affatto, ma d'altronde ogni cultura ha le sue, come è giusto che sia. e la nostra in questo atteggiamento ha impedito un qualsivoglia integramento tra noi e loro, integramento che è comunque in qualche modo richiesto ad altre realtà culturali presenti in questo paese.
e ci ritrova davanti una trio di bimbe di forse 8, 6 e 4 anni che ti propongono prestazioni sessuali in cambio di qualche spiccio nel pratino dell'università durante la pausa tra uuna lezione e l'altra.
e quanto fa male al cuore. non perchè sono lasciate a loro stesse, ma perchè non è concessa loro un'infanzia.
riflessioni un pò ciniche e scontate sicuramente, ma guardando mia figlia e pensando a quelle tre bambine che mi hanno fermata in quel parchetto non posso che esprimere la mia rabbia, il discorsco è sicuramente opinabile ma è tutto mio e non deve essere necessariamente condiiviso da altri.
RECTE : "con questo atteggiamento..." ... atrimenti chicco mi bastona sulla grammatica. eheheeheh
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