Si parla sempre più di nucleare energetico in Italia, per conformarsi alla maggioranza degli altri paesi dell'unione europea e non solo. Un tipo di energia enormemente più produttiva delle altre che divide per la sua potenziale pericolosità sia a livello ambientale, sia per quanto riguarda la sfera umana. Qualche perplessità naturalmente ce l'ho dato che qui in Italia non riusciamo a far funzionare bene assolutamente nulla, neanche gli estintori nei luoghi pubblici. Già me l'immagino: "L'avete controllato il reattore?" "Lo doveva fare Cordoni signore, se vuole provvediamo.." "Si, fatelo, ma con calma, perché i ricambi e i controlli costano caro operaio, e sa perfettamente che meno spendiamo per cose utili, e più ci rimangono soldi per le vacanze e le cene a spese dell'azienda".
La questione del nucleare a livello internazionale riguarda invece l'impegno da parte delle potenze mondiali di non far armare paesi considerati "pericolosi" per la pace perché estremisti e contro i valori del nostro sicuro e democratico Occidente. La Corea e l'Iran non hanno diritto di continuare la ricerca e la sperimentazione della bomba atomica. Giusto o non giusto, mi chiedo comunque il perché di questo morboso tentativo di veto. L'ex presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter ha dichiarato pochi giorni fa che lo stato di Israele, nato con il prezzo del sangue soprattutto da parte di quegli arabi che più di un secolo fa occupavano quel pezzo di terra, possiede più di 150 bombe atomiche; una cifra da poco insomma, un trenx si direbbe dalle mie parti. Ora chiudete gli occhi; a fronte di questo dato provate ad immaginare quante testate nucleari potrebbero possedere Stati Uniti, Russia, Francia, Inghilterra, Giappone, Cina, Germania. Escludo il nostro paese semplicemente perché potremmo possederne migliaia, anche grazie alle mitiche basi americane sul nostro suolo, ma anche no dato che siamo un popolo in bilico tra l'orrore e il folklore, citando una frase da "Il Caimano". Facendo un esempio a caso, un paese come L'America, che ha partecipato a tutte le guerre dall'inizio del '900 a oggi, l'ultima delle quali scoppiata sulla base di una menzogna, che ha finanziato e appoggiato i più sanguinosi colpi di stato della storia, il solo paese al mondo in grado di fare il cazzo che gli pare in barba a organizzazioni tipo Nato o ONU e unico paese ad aver usato la bomba atomica polverizzando in una settimana due città, quante testate atomiche potrebbe avere? La seconda domanda mi viene automatica: L'Iran è più pericoloso degli Stati Uniti d'America? Allora penso che tutte queste paranoie non hanno senso, se l'Iran o il il paese dell'Urbucudurcul vogliono costruire la bomba, che gli venga pure permesso, la situazione non cambierebbe comunque; se questo mondo ha fretta si scomparire, non sarà certo per mano di una minoranza di mangiadatteri esaltati. Bob Marley cantava: "Non abbiate paura dell'energia atomica, perché nessuno di loro può fermare il tempo"; personalmente non ho nulla da obbiettare...
giovedì 29 maggio 2008
domenica 25 maggio 2008
Faccio il fantasma
Sotto una coperta che funge da cielo mi sveglio mentre ancora dormo; come cacchio fai direte, ma vi è successo anche a voi, solo che non lo spiegate così male come faccio io. A proposito, parlo al plurale ma mi sa che a leggere questo blog è rimasto il cugino del macellaio, figlio di alcuni zii acquisiti conosciuti tramite amici comuni...
Mi sveglio, dicevo, e una quantità di immagini scorrono a ripetizione in quell'ottovolante che è la mia testa, col risultato di tirare la coperta ancora più su, finché anche le braccia che la tengono tesa sono completamente sommerse. Aspetta però! Affrontiamo i fatti, tanto ormai non c'ho più scuse..
Perfetto! Deciso! Prima di muovermi però direi che aspetto la sveglia, c'ho ancora un'ora eccheccacchio buttala via! Prima di sprofondare di nuovo nel luogo dove tutto è possibile, mi volto un istante, osservo con i miei occhi cisposi ma sorridenti il tuo volto di profilo e appoggio le mie labbra con il peso pari ad una piuma sulla tua spalla per non svegliarti, hai ancora qualche minuto anche tu...
Mi sveglio, dicevo, e una quantità di immagini scorrono a ripetizione in quell'ottovolante che è la mia testa, col risultato di tirare la coperta ancora più su, finché anche le braccia che la tengono tesa sono completamente sommerse. Aspetta però! Affrontiamo i fatti, tanto ormai non c'ho più scuse..
Perfetto! Deciso! Prima di muovermi però direi che aspetto la sveglia, c'ho ancora un'ora eccheccacchio buttala via! Prima di sprofondare di nuovo nel luogo dove tutto è possibile, mi volto un istante, osservo con i miei occhi cisposi ma sorridenti il tuo volto di profilo e appoggio le mie labbra con il peso pari ad una piuma sulla tua spalla per non svegliarti, hai ancora qualche minuto anche tu...
venerdì 23 maggio 2008
Fratelli dove siete?
Iniziammo a camminare in salita, tanto per fare una passeggiata, in maniche corte, con le tasche prive di soldi ma piene di felicità per essere ancora una volta insieme, ma senza dircelo, no, a noi non serve. Aspettate, lassù inizia la luna, andiamo un po' più avanti. Cazzo, sembra di camminare sopra il corallo, attento Play, si scivola! Ecco! Il primo cratere, prova a guardarci dentro, non te sporge però sennò finisci giù, svolta grossa vero?
Salimmo parecchio, fino a vedere il cratere più grosso, ma decidemmo di fermarci, il mare da qui si vedeva e a noi bastava; trovammo un piccolo pezzo di luna, con alcune rocce lisce e rosse che ci circondavano; era il momento di fare una canna. Mi correggo, non "una" ma "la"; si perché attorno non c'era nessuno, un silenzio incredibile, noi sulla luna, il mare in lontananza e la sensazione, almeno da parte mia, di PACE, quella dello spirito, della ragione e del corpo. Non ricordo di cosa parlammo, però prima di ricominciare a scendere Andrea scrisse il suo nome su una di quelle rocce, create apposta per quello, forse. Naturalmente facemmo la stessa cosa tutti, ora quelle firme ce l'ho impresse in testa. Scendemmo da un lato della montagna diverso da quello dell'andata, c'era sabbia nera sotto i nostri piedi; Sté cominciò a correre giù di corsa per quella discesa infinita, arrivato in fondo prese la macchina fotografica e scattò una foto di noi che lo imitavamo, leggeri e veloci verso la via del ritorno. Correndo e facendo a schiaffi col vento, pensai che se non c'era un disegno poco ci mancava; vedevo i fratelli ridere e urlare con la luna alle spalle e il sole in faccia.
Salimmo parecchio, fino a vedere il cratere più grosso, ma decidemmo di fermarci, il mare da qui si vedeva e a noi bastava; trovammo un piccolo pezzo di luna, con alcune rocce lisce e rosse che ci circondavano; era il momento di fare una canna. Mi correggo, non "una" ma "la"; si perché attorno non c'era nessuno, un silenzio incredibile, noi sulla luna, il mare in lontananza e la sensazione, almeno da parte mia, di PACE, quella dello spirito, della ragione e del corpo. Non ricordo di cosa parlammo, però prima di ricominciare a scendere Andrea scrisse il suo nome su una di quelle rocce, create apposta per quello, forse. Naturalmente facemmo la stessa cosa tutti, ora quelle firme ce l'ho impresse in testa. Scendemmo da un lato della montagna diverso da quello dell'andata, c'era sabbia nera sotto i nostri piedi; Sté cominciò a correre giù di corsa per quella discesa infinita, arrivato in fondo prese la macchina fotografica e scattò una foto di noi che lo imitavamo, leggeri e veloci verso la via del ritorno. Correndo e facendo a schiaffi col vento, pensai che se non c'era un disegno poco ci mancava; vedevo i fratelli ridere e urlare con la luna alle spalle e il sole in faccia.
mercoledì 21 maggio 2008
Sogno o segno?
Stanotte ho fatto un sogno, molto strano e reale; la cosa bella è che mi è sembrato durare tantissimo, poi ho scoperto che l'ho fatto in mezz'ora, da quando mi è suonata la sveglia a quando sono stato svegliato perché quasi in ritardo. Può essere uno spunto per qualcosa, c'ho pensato tutto il giorno, non male come idea, ci lavorerò sopra..
martedì 20 maggio 2008
Il ragazzo dai capelli che non crescevano era fermo immobile davanti al cartello. Una sola parola scritta grande e in bella vista era impressa su quel pezzo di legno chissà da quanto tempo; forse era più vecchia di un quarto dei miei anni pensava, forse addirittura più della metà della mia vita. Si fermò a scandagliare il tempo a ritroso però perché sapeva che quella parola lo riguardava, era sicuro di questo, perciò non doveva stare lì da così troppo tempo vista la sua età; aveva sempre dimostrato qualche anno in meno agli occhi delle persone, le quali, la maggior parte delle volte, cambiavano espressione del volto quando lui, quasi vergognandosi, rivelava il conto delle sue stagioni di permanenza in questa vita. Tornò non senza difficoltà al legno e all'incisione, fermi ed immobili retti da un palo a dispetto del mondo che li circondava; avvertì solo in quel momento che il vento prima leggero stava prepotentemente aumentando e gli alberi dal tronco fino sembrava si scambiassero di posto, tanto era la furia della natura su quel pezzo di terra. Osservò i vestiti che sbattevano sul suo corpo emettendo un suono simile alle frustate date con l' asciugamano arrotolato dopo l'ora di ginnastica, i lacci delle scarpe che ormai sciolti tentavano invano la fuga dalla loro prigione fatta di buchi e le nuvole che si muovevano come nei documentari che mostrano lo sbocciare dei fiori. Aprì le braccia come un vigile in mezzo al traffico mentre le lacrime gli rigavano il volto orizzontalmente, spalancò la bocca e urlò con tutte le sue energie quella parola, finchè il respiro di Dio non rallentò.
mercoledì 14 maggio 2008
... A forza di essere vento
La questione rom oggi è più attuale che mai, dopo i vari crimini commessi da questo popolo in Italia e le vendette private che vengono fatte di conseguenza dagli italiani (vedi le molotov a Napoli), trascrivo alcuni versi di Faber, come al solito il più bravo a identificare e raccontare le vite degli altri, anche le più disperate possibili..
Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento [....]
porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome è il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare [...]
ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare
e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e fortuna
allo specchio di questa kampina (baracca da campo dei rom)
ai miei occhi limpidi come un addio
lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio
Fabrizio de André - Khorakhané
Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento [....]
porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome è il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare [...]
ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare
e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e fortuna
allo specchio di questa kampina (baracca da campo dei rom)
ai miei occhi limpidi come un addio
lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio
Fabrizio de André - Khorakhané
lunedì 12 maggio 2008
E' tutto oro quello che luccica
La brezza del mattino mi raccoglie dal mondo di Morfeo in cui ero ancora intrappolato, il cielo è aperto, come aperta è la mia porta verso l'amore dell'altissimo, così si fa chiamare da queste parti..
In piedi sul terrazzo avverto l'odore di un luogo nuovo e al tempo stesso molto familiare; mi gratto la testa che prude di stordimento e lo sguardo si fissa su un piccolo insetto che si ferma sulla ringhiera. Vibrano le sue ali per qualche secondo, forse per lui sono minuti penso, poi mi volto per prendere una sigaretta e quando rialzo lo sguardo non c'è più. L'attenzione maniacale per alcune cose si mescola alla disattenzione improvvisa per le stesse; la potenza è nulla senza controllo diceva quella pubblicità, mai slogan fu più azzeccato. Butto la sigaretta di sotto e quando guardo il tuo viso illuminato dal sole sono convinto che non sia affatto un caso.
In piedi sul terrazzo avverto l'odore di un luogo nuovo e al tempo stesso molto familiare; mi gratto la testa che prude di stordimento e lo sguardo si fissa su un piccolo insetto che si ferma sulla ringhiera. Vibrano le sue ali per qualche secondo, forse per lui sono minuti penso, poi mi volto per prendere una sigaretta e quando rialzo lo sguardo non c'è più. L'attenzione maniacale per alcune cose si mescola alla disattenzione improvvisa per le stesse; la potenza è nulla senza controllo diceva quella pubblicità, mai slogan fu più azzeccato. Butto la sigaretta di sotto e quando guardo il tuo viso illuminato dal sole sono convinto che non sia affatto un caso.
sabato 10 maggio 2008
Detassazione degli straordinari, abolizione dell'Ici sulla prima casa, ponte sullo stretto e da oggi l'annuncio che i soldi per tutto questo verranno tolti ai petrolieri e alle famiglie più agiate.
Straordinario! E' proprio quello che ci voleva! Un buon governo per un buon paese, fatti e non pugnette! E io che mi credevo chissà che sciagura si potesse abbattere sul nostro paese..
Programmi scandalosi alla televisione, modelli di società bassi e senza cultura, valori ridotti a "forza e onore" o al massimo "w la fica". Per fortuna tutto questo è scongiurato, l'Italia è salva e si sta alzando, per il momento è scritto in un cartellone elettorale ormai nel cassonetto, ma quel nano lì, ci ha mai deluso forse?
Straordinario! E' proprio quello che ci voleva! Un buon governo per un buon paese, fatti e non pugnette! E io che mi credevo chissà che sciagura si potesse abbattere sul nostro paese..
Programmi scandalosi alla televisione, modelli di società bassi e senza cultura, valori ridotti a "forza e onore" o al massimo "w la fica". Per fortuna tutto questo è scongiurato, l'Italia è salva e si sta alzando, per il momento è scritto in un cartellone elettorale ormai nel cassonetto, ma quel nano lì, ci ha mai deluso forse?
venerdì 9 maggio 2008
lunedì 5 maggio 2008
Squsate
Mi squso per gli erori di gramatica... mi asumo tute le responzabilita del cazzo (o del cazo?).
Cerchero di rimediare con il controlo gramaticale... grazie dellaviso
Cerchero di rimediare con il controlo gramaticale... grazie dellaviso
domenica 4 maggio 2008
Il giovane che voleva diventare astronauta, quella sera non aveva la testa rivolta verso l'alto; strano, pensava. Passava intere giornate con lo sguardo verso le stelle, tra costellazioni, aerei di passaggio e sogni che stentavano a realizzarsi.
In quella serata così uguale alle altre all'apparenza, dopo molto tempo, stava guardando da un'altra parte.
"Non ho risolto il cubo, ancora... Sono rimasti un paio di quadratini gialli su quella faccia arancione, la faccia rossa l'ho completata, il verde è troppo mischiato con il blu, ma stò un pezzo avanti". Ripose il cubo sul tavolo e puntò il lungo naso dritto davanti a sè, perpendicolarmente ai suoi piedi da alieno; abbozzò un sorriso, si tolse il casco bianco e per un attimo si accorse che sensa visiera, riusciva a vedere meglio..
In quella serata così uguale alle altre all'apparenza, dopo molto tempo, stava guardando da un'altra parte.
"Non ho risolto il cubo, ancora... Sono rimasti un paio di quadratini gialli su quella faccia arancione, la faccia rossa l'ho completata, il verde è troppo mischiato con il blu, ma stò un pezzo avanti". Ripose il cubo sul tavolo e puntò il lungo naso dritto davanti a sè, perpendicolarmente ai suoi piedi da alieno; abbozzò un sorriso, si tolse il casco bianco e per un attimo si accorse che sensa visiera, riusciva a vedere meglio..
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