venerdì 31 ottobre 2008

C'è un titolo a tutto ciò?

Volevo per forza scrivere ancora un post prima della fine di questo Ottobre che pare Settembre ma non mi viene in mente nulla. Ho provato a spremere le meningi cambiando posizione nella sedia a ogni spremuta. Quando ho capito che neanche a testa in giù stringendo una pallina antistress con una mano e strizzandomi il capezzolo con l'altra mi sarebbe venuta un'idea, ho deciso di scrivere e basta, che poi è quello che faccio sempre. Scrivere di quello che sto pensando mentre scrivo di quello che non mi viene in mente; ecco direi che si può sintetizzare così.
Lascio un video, live naturalmente, come colonna sonora di quest'ultimo giorno di Settobre...


giovedì 23 ottobre 2008

Mi manca il flusso canalizzatore

C'era una volta un paese, il più grande paese del mondo; per nulla grande per la sua estensione sulla terra, ma grande per cuore, cultura, tradizione ma nello stesso tempo apertura verso il nuovo venuto da lontano, proiettato solo al raggiungimento della perfezione artistica e letteraria. Il primo fra tutti i paesi che dava la possibilità anche a chi non aveva da mangiare, ma sapeva raccontare (con la testa, con le mani, con le parole) il divino fino a quasi sfiorarlo, di esprimersi. Un paese con i mari più limpidi, con gli alberi più verdi, con la terra su cui si camminava meglio conservata e per nulla deturpata. Un paese che commise degli errori a causa della sua superbia e della sua ignoranza, pagati poi con sacrifici umani e materiali; un paese che seppe unirsi nella tragedia e ricostruire insieme quei valori che erano andati perduti a favore di stupidità e intolleranza. Un paese che successivamente seppe fondersi a genti vicine e lontane al grido di libertà e amore, suonando note e cantando versi talmente profondi da raggiungere il sacro.
Sembrano passati miliardi e miliardi di tramonti a veder quegli anni vero?
Se guardo fuori dalla finestra quello che è oggi e quello che siamo ora, adesso, mi sembra di vedere Doc, Marty e il cane Einstein che dal finestrino della Delorian fanno sorridenti il gesto dell'ombrello...

giovedì 16 ottobre 2008

Un coniglio chiamato desiderio

Per il nostro primo appuntamento (e forse ultimo) con l'educazione sessuale, ci avventureremo nel racconto di un'uscita fatta tra due semplici giovini, no di certo alla prima esperienza sessuale ma neanche Rocco e Cicciolina ai grandi magazzini. Per comodità ma soprattutto per convenienza data la già spinta natura del racconto immagineremo i due come coniglietti, lo so, non originale come idea, ma se ci pensate bene un pene, una vagina e due bocce come si devono almeno io ce li vedo bene sul roditore in questione.
Il coniglino Genoveffo, non molto attraente e sportivo ma con una mazza tanta, lo troviamo a pettinarsi (sopra e sotto) davanti all'enorme specchio della sua camera, un po' nervoso per l'appuntamento ma felice di riuscire a fare due cose contemporaneamente: pettinarsi dicevo e giocare a mini-golf senza usare le mani.
A qualche centinaia di metri in linea d'aria troviamo un'altra camera da letto, tappezzata di poster di Jon Bon Jon Von Son Ton Ron Bovi: all'interno di essa scopriamo la coniglina Bertoldina, intenta in un breve ma deciso auto-petting con la mano roteante di Action Man missione Australia (l'uso del meccanismo elettronico permetteva al nostro eroe di lanciare un boomerang di plastica).
Dopo la presentazione dei nostri, ancora ignari della schiacciata che si sarebbero fatti a fine serata, inizierò a raccontare come andarono le cose quando per la prima volta si conobbero sessualmente, ma più che sessualmente direi carnalmente, ma più che carnalmente direi bagnatamente, ma più che bagnatamente direi sculacciatamente, ma più che sculacciatamente... (Scusate, anche il narratore si fa prendere dalla mano, anzi dalla mano suona ambiguo, diciamo dalla bocca, mmmmhhh forse questo è ancora più ambiguo).
Genoveffo arrivò con la macchina alle 21 precise davanti casa di Bertoldina; un colpo di clacson annunciò il suo arrivo, un altro colpo subito dopo, molto più sordo, proveniente dal culo del coniglino, tradì la sicurezza fin'ora ostentata. Mentre Genoveffo era ancora occupato ad arieggiare la macchina da quel peto record di ben 10 secondi netti (per netti si intende il tempo che intercorre dall'emissione del suono alla completa chiusura delle pareti interne anali), apparve in tutto il suo candore, perfettamente mascherato da un'abito e un andatura da escort, la coniglina Bertoldina. La meraviglia e l'eccitazione sul volto di Genoveffo fece distrarre la coniglina dall'accorgersi che per eliminare l'odore non ancora sopito, il gagliardo giovine aveva acceso due sigarette e quattro incensi alla banana posizionati in ordine sparso nell'abitacolo.
"Che buon odore di sigaretta alla banana!" esclamò lei muovendo lentamente le labbra; Genoveffo baciò la sua mano pensando ma non dicendo "Anciantè", raccontò della sua passione per gli incensi alla frutta, mise in moto la macchina e maneggiò il cambio così sensualmente che la coniglina pensò per un attimo fosse gay.
Il cinema fu un occasione ghiotta per scambiarsi sguardi nel buio più completo, sussurri all'orecchio tipo "Vado al bagno, mi dici dopo che è successo?" ma soprattuto domande sul perché erano andati a vedere "Fermati o mamma spara", capolavoro restaurato e rimasterizzato in dolby digital con Sylvester Stallone. L'aria si era fatta più fresca e Genoveffo colse l'occasione per coprire cavallerescamente con il suo giubbotto le nude spalle di Bertoldina, che ringraziando scoprì nella tasca interna del capo rimasta aperta 3 preservativi, una boccetta omaggio di vaselina reclamizzata e donatagli da una simpatica vecchina all'ingresso di un supermercato, guarda caso attaccato ad un sexy shop, e un bignami all'apparenza autentico con le 100 frasi più efficaci per l'acchiappanza. Subito dopo l'audace scoperta Bertoldina non si scompose, anzi, infilò la lingua con forza nella bocca di Genoveffo, intento a pronunciare discolpandosi la classica scusa "Non sono venuto con il giubbotto, prima avevo la mantellina". Non fece in tempo a pronunciare per intero la frase però perché ormai stava succhiando quel corpo caldo e bagnato; ebbe subito la sensazione di succhiare una Fruit Joy, per via dei granelli sul palato che rimanevano una volta ingoiata, ma si accorse che Bertoldina aveva semplicemente le papille gustative leggerissimamente infiammate. Da quel momento in poi il turbine della passione li avvolse completamente: lingue che ballano samba e fanno fuori-dentro-dentro-fuori alla velocità della luce, mani che si infilano ovunque, i portachiavi di entrambi raffiguranti Action Man con il pollice alzato alla Fonzie, in realtà in "missione autostop", che si strusciavano avendo come ostacolo solamente il tessuto dei pantaloni. "Vieni da me" disse Genoveffo con una voce e una cadenza simile a quella di uno che si era scolato 23 gin tonic e stava per ordinare un campari per riprendersi. "Va bene" disse lei con il rossetto color cannella che gli copriva ormai completamente la faccia tanto che il coniglino pensò per un secondo di aver fatto la proposta al suo simpatico vicino di casa del Bangladesh.
Seguì quello che voi tutti cari amici ma soprattuto care amiche aspettavano da molto e che io, senza dilungarmi troppo ma scendendo volutamente in particolari, racconterò minuziosamente non solo perché spiavo il tutto col telescopio dalla mia camera, ma anche perché c'ho il video a casa e me lo sono rivisto più volte.
Appena si tolsero le mutande, capirono che c'era da divertirsi. Genoveffo estrasse dal fodero la sua verga di ghiaccio bollente agitandola per aria come uno sbandieratore agita la propria bandiera durante la fiera medievale della città, provocando una leggera brezza e il conseguente muoversi dei capelli di Bertoldina come se fosse seduta dietro la moto di Valentino Rossi durante una gara valida per il titolo di campione del mondo. Bertoldina dal canto suo esibì una vulva pettinata come andava di moda negli anni '80, un incrocio tra Renato Zero ai tempi d'oro e Ace Ventura. Il su e giù iniziò subito di gran lena, con Bertoldina che gemeva gridando "Ancora!!!", Gesualdo rispondeva con un "Ancora!!!" mentre lo stereo cantava "...Perché io da quella sera non ho fatto più l'amore senza teeeeeee!!" Quando il coniglino venne fu un concerto di mugugni simili a quelli emessi da un qualunque umano affetto da stitichezza seduto sul water, la coniglina lo seguì qualche minuto dopo, una mezz'oretta per la precisione, quando lui si stava già rivestendo. "Ti è piaciuto?" voltandosi con fare maschio disse Genoveffo, "Mortacci nostri se non m'è piaciuto cazzo" esclamò lei con una classe degna di una principessa. Quando Il coniglino salutò la coniglina notò che il materasso ad acqua su cui avevano appena consumato l'amplesso era diventato un materasso ad acqua completamente bagnato d'acqua, ma non quella solitamente usata per riempire i materassi ad acqua; rimase particolarmente soddisfatto della visione, tant'è che camminado con il viso girato all'indietro prese con la tempia in pieno lo stipite della porta. Non disse nulla però, in cuor suo sapeva che Action Man in quell'occasione non avrebbe fatto una piega.

E' chiaro che ogni riferimento a fatti, cose, persone e incensi al sapore di banana è puramente casuale, ed è ancor più sibillino che non si è trattata di una lezione di educazione sessuale, presa solo come pretesto dall'autore per scrivere una porcata: "Perché m'andava" il commento fatto.

lunedì 13 ottobre 2008

Stasera no

Sarà capitato anche a voi, prima di andare a dormire, di fare un'ultima incursione su internet, precisamente su Youtube. Magari si, magari no, magari l'ultima vostra navigata nella rete prima di coricarvi l'avete dedicata a siti del tipo "Calde passere" o "Caldi passeri" a seconda del vostro sesso, anzi no scusate, della vostra preferenza sessuale.
Stasera cercavo un video e più in particolare un volto ad associare alla canzone "cry baby" , sentita un paio di giorni fa di sottofondo ad una serata con amici ma in realtà presente in film, pubblicità ecc. ecc.
Mi sono reso conto dell'ignoranza (e non è la prima volta) che ho di fronte a mostri sacri della musica, sopratutto passata (ora come ora di quelli in vita me ne vengono in mente un paio). Conoscevo alcune canzoni di Janis Joplin ma non sapevo cantasse proprio lei questa canzone, bellissima e splendidamente interpretata. La cosa che mi è piaciuta più di tutte però è il testo, tradotto da qualche gentile personaggio e messo su internet.
Vorrei dirvi quello che ho provato con quest'ultima scoperta prima di andare a dormire, ma questa volta anche no.



sabato 4 ottobre 2008

Brillantina

E fu così che per dare un tocco fashion alla sua immagine il Gest pensò di fare domanda per partecipare al provino per "Uomini e donne"...
Seguiva quel programma con molta attenzione da circa una settimana stando ben dritto sulla poltrona ad ascoltare i dibattiti interessantissimi che via via prendevano forma in quello studio formato da tronisti con sopracciglia rifatte, corteggiatrici, urla senza senso, pantaloni di pelle, fondotinta sparato a caso su visi ammiccanti. Constatò subito che il programma era piuttosto rivoluzionario soprattutto nell'uso dell'applauso: "Sei una falsa perché nell'ultima esterna hai toccato il culo a James senza chiedergli il permesso!!" - applauso - "Ti ho visto in discoteca l'altra sera ballare con Joseph e con Charlie mentre facevi l'occhiolino a Gustav quindi non dire che stai studiando per prendere i voti!! - applauso - "Sasha è una ragazza magnifica, profonda, profondamente seria e che tiene alta l'immagine della donna moderna, riesce a togliermi i pantaloni senza slacciare la cinta e abbassare la bottega con una mano sola mentre con l'altra gioca a puzzle bubble" - applauso - "Mi si è smagliata una calza abbassandomi per far vedere che non porto le mutandine, vado a togliermele direttamente in camerino, Frederick mi accompagni? - standing ovation.
Il Gest cominciò subito a fare una lista delle cose che occorrevano per presentarsi al meglio per il provino: "I pantaloni aderenti non ce l'ho, devo chiederli alla produzione, però ho questa cinta viola con su scritto MONEY in brillantini, sobria, dovrebbe andare. La camicia fucsia ce l'ho, ora basta togliere i primi 5 bottoni in alto e rasarmi i 5 peli nel petto che ho, vanno di moda i glabri. La seduta al solarium l'ho prenotata, con il programma MASSIMA POTENZA (come diventare Lionel Richie in soli 45 minuti imparando anche ALL NIGHT LONG). Il fisico direi che non mi manca: addominali scolpiti, bicipiti possenti, pettorali maestosi e duri come una quercia; ho fatto proprio bene a rubare 'sto manichino alla Rinascente. Per quanto riguarda la parlantina e il grado di cultura per affrontare le domande di Maria, basta dimenticarmi tutti gli anni di scuola e studiarmi bene le movenze di Dustin Hoffman in Rain Man".
L'indomani tutto era pronto e partì per il provino di buon mattino per recarsi a Cinecittà in metro. Alla fermata, mentre ripassava i passi di Giastin Timberleik, sentì con la coda dell'orecchio (il suo ha la coda qualcosa in contrario?) due ragazzine sui dodici anni che parlavano. "Hai visto Uomini e donne ieri? Mattew ha scelto Jessica perché ha le tette più grandi di Clarissa, faranno subito il viaggio di fidanzamento a Milano Marittima" "Che bello! Magari vivessi una storia d'amore così intensa anche io! E pensa che Mattew è lontano parente del nostro presidente Silvio, lui si che sarebbe un bel tronista!!"
A queste parole il Gest non disse nulla, ma pentito e affranto ebbe una crisi; il macchinista della metropolitana non fece in tempo a frenare il treno, mentre quella figura ingellata e con la camicia fucsia si gettava oltre la linea gialla.

mercoledì 1 ottobre 2008