martedì 9 settembre 2008

Mi stupisco

Girovagando in macchina l'altro giorno ho visto un omino piccolo, ma così piccolo che c'era un infinità di spazio accanto a lui, che ne dava di santa ragione a uno grosso, ma così grosso che stava stretto in quel pezzo enorme di vita. Mi sono stupito.
Camminavo per le strade di Genova, così simile ma allo stesso tempo molto più bella di Barcellona (lo so, a qualcuno potrà sembrare una bestemmia, allora fatevi un giro a Genova...) e per la prima volta mi sono sentito del luogo, come se ci fossi stato decine di anni prima; ancora prima di quando ho sentito per la prima volta una canzone di De Andrè, ancora prima del giro a dieci anni nell'acquario, ancora prima del mio soprannome dato dalle origini di una parte della mia famiglia. Mio nonno nacque li, faceva il marinaio, poi si innamorò in uno dei suoi viaggi di una donna di Ancona, si allontanò da lei durante la guerra con la promessa di ritornare. Gli anconetani vicino alla donna tentavano di persuaderla, dicevano lei che non sarebbe più tornato; finché mentre era in casa, una sera, sentì un fischio in strada, si affacciò e lui era lì. Mi sono stupito.
Domani 10 settembre a Ginevra alcuni scienziati grazie ad un acceleratore di particelle creeranno un paio di buchi neri, per scoprire l'origine dell'universo; e poi come li chiudono 'sti buchi? Mi sono stupito.
Come è strana la storia; migliaia di persone in Italia sono morte per combattere contro un regime, contro un'idea malvagia, contro quello che viene chiamato "male assoluto", e dopo appena sessant'anni un ministro della Repubblica in una cerimonia antifascista, ha ricordato le morti di quelli che "dal loro punto di vista" facevano del bene per il nostro paese. Mi sono stupito (ma neanche troppo).
Provo ancora un'emozione fortissima quando rivedo amici lontani e vicini, quando il vento forte fa intrecciare le nuvole come pensieri, quando guardo una foto che mi fa ricordare il momento in cui è stata fatta, quando sono solo, quando sono in compagnia, quando ascolto una canzone per strada e il mondo attorno si muove in silenzio, quando guardo e mi perdo negli occhi di una donna. Mi stupisco...


"...e mi sovvien l'eterno,
e le morti stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
infinità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare"

1 commento:

Miki ha detto...

Arrivo in ritardo,lo so'..quasi un anno dopo da quando hai scritto..ma solo ora ho avuto "l'onore" di far parte anch'io di pensieri che si avvicinano molto a miei.
E anch'io...mi stupisco.
Strano,ma vero,stupefacente direi,questo post che scrivo è estremamente attuale..anche a distanza di tempo.
La meraviglia è creata da tante piccole cose che la rendono "meraviglia"..peccato che avvolte nn sia meravigliosa..
ma senza di essa,secondo me,l'uomo nn avrebbe più stimoli e di conseguenza nn sarebbe più uomo.
Per questo penso che chi ha scritto stupito quello che ho letto,oltre ad avere un grande animo,non ha deluso le mie sensazioni e mi ha ricordato che,nel bene e nel male,lo stupore è l'emozione più bella che abbiamo.