Si alzò dal letto con difficoltà, facendo ben attenzione ad aprire gli occhi con calma, perché secondo lui se si aprivano gli occhi di scatto dopo un lungo sonno si rischiava la cecità permanente; dopo un lungo interminabile minuto riuscì a spalancarli, ancora un po' cisposi ma contenti di funzionare come la sera prima. Passò le varie stanze del corridoio senza guardare dentro, sorprese almeno lì non ce ne erano mai state, infilandosi direttamente in bagno, sotto la doccia per la precisione. Pulì accuratamente il suo corpo dimenticandosi per un attimo la nuca, ma rimediò subito dopo quando cominciò a sentire le imprecazioni di questa. Infilandosi i vestiti, sentì i diversi tessuti abbracciarlo con amore: prima le mutande, poi la maglietta, infine i pantaloni. Aveva giusto mezz'ora per presentarsi all'appuntamento, quello fissato da quella voce, sconosciuta ma convincente, ne uomo ne donna all'apparenza; eppure lui aveva accettato, curioso come al solito, e felice di fare una bella passeggiata, l'appuntamento non era così lontano. Mentre camminava per il vialetto alberato sentì un odore che sembrava di vittoria, ma si convinse che stava sbagliando; Prese un utile caffè al chiosco all'angolo, con il proprietario che come al solito vendeva sotto banco biglietti della lotteria e che porgendoteli sussurrava: "L'importante è partecipare". Non aveva mai capito fino in fondo la frase, ma declinò per l'ennesima volta con il suo solito sorriso, capace di farsi perdonare a volte, di farti innamorare altre e di farti passare una bella giornata comunque, anche se cinque minuti dopo lo avresti dimenticato.
Arrivò al luogo dell'appuntamento, sotto l'albero che pendeva da un lato, nell'angolo della piazzetta riservato a quelli che stanno aspettando qualcuno o qualcosa. Aspettò per un po' immaginandosi scene da film, come una macchina in corsa che sgomma davanti a lui, il finestrino che si apre e Bruce Willis che consegnandogli una busta gli ordina: "Custodiscila, il destino del mondo è nelle tue mani". Urlando dentro di se un "ganzo!!" ritornò alla realtà; ancora nessuno in vista e il tempo continuava a passare mentre decise di accendersi una paglia. L'aria era ferma e il fumo sputato dalla sua bocca rimaneva proprio davanti a lui, denso ed immobile, come se fosse pronto a rientrare nel corpo da un momento all'altro. Ancora nessuno. Pensò allora e finalmente alla possibilità che qualcuno gli avesse fatto uno scherzo; spense la paglia e si girò per andarsene quando sentì di nuovo quell'odore che sapeva di vittoria. Durò un attimo, giusto il tempo di tardare la sua voglia di andarsene e di farlo accorgere che incastrato su un piccolo foro della corteccia dell'albero che pendeva da un lato c'era un foglietto: "NON MOLLARE" c'era scritto.
lunedì 29 settembre 2008
domenica 21 settembre 2008
Il panorama dalla finestra della scuola è molto più interessante
Daneri vieni qui. Avvicinati alla cattedra per favore. Sei sull'orlo della bocciatura e continui a mantenere quel sorriso in faccia; sul banco sei sempre disattento, guardi per aria, fuori dalla finestra, il profilo della Binacci... Esci da qui e neanche vai a casa. Prendi il motorino e ti fai i chilometri per Roma, vai al cinema, esci con quel tuo amico, "il Chicco" mi pare che si chiami, preferisci uscire con una ragazza piuttosto che ripassare la lezione. E quando finalmente torni a casa e ti fermi un attimo non ti metti a studiare per riparare. Ti metti a leggere i fumetti, i libri che non c'entrano nulla con la scuola, giochi e scrivi a quel cacchio di computer. Se c'hai un fine settimana libero non ti metti sotto ma che fai? Te ne vai ad Ancona a cazzeggiare con i fratelli, dico io è possibile? E poi l'attenzione ragazzo! Questaltr'anno organizzerò un seminario sull'attenzione e tu sarai il mio primo studente, perché dici? Perché sei sempre disattento, le cose ti capitano davanti e tu neanche le vedi! Ma cosa pensi che sia tutto un gioco? Tutta una finzione? Che un giorno ti svegli e c'hai una casa, una famiglia, un lavoro che ti piace? Allora Daneri che mi dici?
Che lei a ragione prof. Il mio unico errore è che mi limito a vivere...
Che lei a ragione prof. Il mio unico errore è che mi limito a vivere...
martedì 9 settembre 2008
Mi stupisco
Girovagando in macchina l'altro giorno ho visto un omino piccolo, ma così piccolo che c'era un infinità di spazio accanto a lui, che ne dava di santa ragione a uno grosso, ma così grosso che stava stretto in quel pezzo enorme di vita. Mi sono stupito.
Camminavo per le strade di Genova, così simile ma allo stesso tempo molto più bella di Barcellona (lo so, a qualcuno potrà sembrare una bestemmia, allora fatevi un giro a Genova...) e per la prima volta mi sono sentito del luogo, come se ci fossi stato decine di anni prima; ancora prima di quando ho sentito per la prima volta una canzone di De Andrè, ancora prima del giro a dieci anni nell'acquario, ancora prima del mio soprannome dato dalle origini di una parte della mia famiglia. Mio nonno nacque li, faceva il marinaio, poi si innamorò in uno dei suoi viaggi di una donna di Ancona, si allontanò da lei durante la guerra con la promessa di ritornare. Gli anconetani vicino alla donna tentavano di persuaderla, dicevano lei che non sarebbe più tornato; finché mentre era in casa, una sera, sentì un fischio in strada, si affacciò e lui era lì. Mi sono stupito.
Domani 10 settembre a Ginevra alcuni scienziati grazie ad un acceleratore di particelle creeranno un paio di buchi neri, per scoprire l'origine dell'universo; e poi come li chiudono 'sti buchi? Mi sono stupito.
Come è strana la storia; migliaia di persone in Italia sono morte per combattere contro un regime, contro un'idea malvagia, contro quello che viene chiamato "male assoluto", e dopo appena sessant'anni un ministro della Repubblica in una cerimonia antifascista, ha ricordato le morti di quelli che "dal loro punto di vista" facevano del bene per il nostro paese. Mi sono stupito (ma neanche troppo).
Provo ancora un'emozione fortissima quando rivedo amici lontani e vicini, quando il vento forte fa intrecciare le nuvole come pensieri, quando guardo una foto che mi fa ricordare il momento in cui è stata fatta, quando sono solo, quando sono in compagnia, quando ascolto una canzone per strada e il mondo attorno si muove in silenzio, quando guardo e mi perdo negli occhi di una donna. Mi stupisco...
"...e mi sovvien l'eterno,
e le morti stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
infinità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare"
Camminavo per le strade di Genova, così simile ma allo stesso tempo molto più bella di Barcellona (lo so, a qualcuno potrà sembrare una bestemmia, allora fatevi un giro a Genova...) e per la prima volta mi sono sentito del luogo, come se ci fossi stato decine di anni prima; ancora prima di quando ho sentito per la prima volta una canzone di De Andrè, ancora prima del giro a dieci anni nell'acquario, ancora prima del mio soprannome dato dalle origini di una parte della mia famiglia. Mio nonno nacque li, faceva il marinaio, poi si innamorò in uno dei suoi viaggi di una donna di Ancona, si allontanò da lei durante la guerra con la promessa di ritornare. Gli anconetani vicino alla donna tentavano di persuaderla, dicevano lei che non sarebbe più tornato; finché mentre era in casa, una sera, sentì un fischio in strada, si affacciò e lui era lì. Mi sono stupito.
Domani 10 settembre a Ginevra alcuni scienziati grazie ad un acceleratore di particelle creeranno un paio di buchi neri, per scoprire l'origine dell'universo; e poi come li chiudono 'sti buchi? Mi sono stupito.
Come è strana la storia; migliaia di persone in Italia sono morte per combattere contro un regime, contro un'idea malvagia, contro quello che viene chiamato "male assoluto", e dopo appena sessant'anni un ministro della Repubblica in una cerimonia antifascista, ha ricordato le morti di quelli che "dal loro punto di vista" facevano del bene per il nostro paese. Mi sono stupito (ma neanche troppo).
Provo ancora un'emozione fortissima quando rivedo amici lontani e vicini, quando il vento forte fa intrecciare le nuvole come pensieri, quando guardo una foto che mi fa ricordare il momento in cui è stata fatta, quando sono solo, quando sono in compagnia, quando ascolto una canzone per strada e il mondo attorno si muove in silenzio, quando guardo e mi perdo negli occhi di una donna. Mi stupisco...
"...e mi sovvien l'eterno,
e le morti stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
infinità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare"
lunedì 1 settembre 2008
Sono anche un po' canzoniere
Slip inside the eye of your mind
Don't you know you might find
A better place to play
You said that you'd once never been
All the things that you've seen
Will slowly fade away
So I'll start the revolution from my bed
Cos you said the brains I had went to my head
Step outside the summertime's in bloom
Stand up beside the fireplace
Take that look from off your face
You ain't ever gonna burn my heart out
So Sally can wait, she knows its too late as we're walking on by
Her soul slides away, but don't look back in anger I hear you say
Take me to the place where you go
Where nobody knows if it's night or day
Please don't put your life in the hands
Of a Rock n Roll band
Who'll throw it all away
So I'll start the revolution from my bed
Cos you said the brains I had went to my head
Step outside the summertime's in bloom
Stand up beside the fireplace
Take that look from off your face
You ain't ever gonna burn my heart out
So Sally can wait, she knows its too late as we're walking on by
Her soul slides away, but don't look back in anger I hear you say
Don't look back in anger
Don't look back in anger
Don't look back in anger
At least not today
Oasis "Don't look back in anger"
Don't you know you might find
A better place to play
You said that you'd once never been
All the things that you've seen
Will slowly fade away
So I'll start the revolution from my bed
Cos you said the brains I had went to my head
Step outside the summertime's in bloom
Stand up beside the fireplace
Take that look from off your face
You ain't ever gonna burn my heart out
So Sally can wait, she knows its too late as we're walking on by
Her soul slides away, but don't look back in anger I hear you say
Take me to the place where you go
Where nobody knows if it's night or day
Please don't put your life in the hands
Of a Rock n Roll band
Who'll throw it all away
So I'll start the revolution from my bed
Cos you said the brains I had went to my head
Step outside the summertime's in bloom
Stand up beside the fireplace
Take that look from off your face
You ain't ever gonna burn my heart out
So Sally can wait, she knows its too late as we're walking on by
Her soul slides away, but don't look back in anger I hear you say
Don't look back in anger
Don't look back in anger
Don't look back in anger
At least not today
Oasis "Don't look back in anger"
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