No, la prego, a volte lo dico ma neanche io ci credo veramente. Non si potrebbe bloccare tutto? Questa è la mia fermata, mi trovo bene in questo posto, perché non mi fate scendere? Ah già, il treno non si ferma, ha solo un'unica destinazione, ignota e uno spera la più distante possibile. Macchinista la prego tiri lei il freno di emergenza, almeno non mi prendo la multa. Non vede come si sta bene? Se solo potessimo rimanere un centinaio di anni... Non chiedo poi molto, poi certo ripartiamo, promesso. Lei va troppo veloce e in questo treno ci sono troppe cose da poter fare, io non so scegliere, davvero, mi vuole consigliare lei? Capito, devo decidere io, come al solito. Aspetti, solo un attimo... La vede dal finestrino quella collina? Certo che la vede... E quell'albero? Se guarda bene sotto di esso è seduta con un libro in mano una ragazza; non potrei raggiungerla? Qui ce ne sono troppe... Belle da morire, affascinanti neanche a parlarne, brutte da scartare. Come faccio a sapere con chi passare il resto del viaggio? La sto disturbando con tutte queste domande vero? Mi scuso in anticipo ma ne ho un altra più importante, l'ultima. Sono rimasto seduto per un bel po' in quel seggiolino a dire la verità leggermente scomodo, ora sono in piedi e vago, ma mi dica, che cazzo devo fare a parte passeggiare tra uno scompartimento e l'altro?
P.S. Mi scuso con chi ancora legge il blog, ultimamente non c'ho avuto tempo e voglia di mettermici, sapete com'è, l'aria condizionata della seconda classe fa cagare. Rimedierò, garantito.
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