"Il giorno in cui" arriva sempre, quando meno te lo aspetti, o magari quando lo speri ma non ci credi.
Te ne stai lì, fermo ma in fondo un po' ti muovi, in te ma non in te, felice ma neanche troppo, triste quanto basta, sincero dentro ma bugiardo fuori e improvvisamente arriva "il giorno in cui", o il tempo in cui, il momento in cui, comunque, arriva. Non importa se ci ha messo così tanto, se arriva tardi, se mannaggia a chi te pare arriva prima, "il giorno in cui" improvvisamente sembra nuovo, magari non cambia poi tanto ma intanto è arrivato. Oppure cambia, eccome; allora pensi che qualsiasi cosa tu abbia fatto prima, giusta o sbagliata che sia, è stata ugualmente necessaria per arrivare fino a lì. Avete presente la storia dei "se"? Se avessi, se fossi... Anche quando il se sembra matematico, scontato, ineccepibile, è sicuro che prendi una cantonata. L'imprevedibilità è infinita come l'universo che ci circonda, nè più ne meno; è una questione per matematici nucleari o per semplici credenti in un disegno fatto dal più strambo, amato e impenetrabile artista. Mentre ci pensi, o anche se non lo fai, l'importante è prestare attenzione; arriverà il giorno in cui non ti resterà che il tempo breve per ricordare; se sei stato attento significa che hai assaporato, se hai assaporato vuol dire che hai vissuto